• Articolo Città del Vaticano, 20 luglio 2015
  • Due giorni di incontri in Vaticano tra Santa Sede e primi cittadini

    Clima e schiavitù: Papa Francesco incontra i sindaci del mondo

  • I sindaci sono il primo baluardo per la tutela dei diritti umani e il contrasto ai cambiamenti del clima. Papa Francesco vuole il loro impegno

Clima e schiavitù Papa Francesco incontra i sindaci del mondo_

 

(Rinnovabili.it) –In Vaticano il clima è sempre al centro dell’agenda. Lo dimostra l’incontro che Papa Francesco ha organizzato domani presso la Santa sede con sindaci provenienti da tutto il mondo. Dopo aver lanciato l’Enciclica Laudato si’, che ancora sta alimentando il dibattito internazionale sui temi ambientali e del clima, Bergoglio ha deciso di passare alla fase operativa per affrontare queste emergenze. I primi cittadini italiani e stranieri si incontreranno il 21 e 22 luglio nell’aula del Sinodo, per dibattere intorno ai temi del climate change e delle nuove schiavitù ad esso legate.

 

Clima e schiavitù Papa Francesco incontra i sindaci del mondo -

Monsignor Sanchez Sorondo

«È la prima volta che vengono invitati in Vaticano i sindaci – ha spiegato monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento – C’è stata una grande adesione. Abbiamo cercato di riunirli per trovare insieme le migliori pratiche a favore del contenimento dei cambiamenti climatici e l’eliminazione delle nuove forme di schiavitù». Tra i primi cittadini vestiti della fascia tricolore che arriveranno in Vaticano sono attesi Piero Fassino, che ricopre anche la carica di presidente dell’Anci, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, Ignazio Marino, di Roma, Dario Nardella, fiorentino, Luigi De Magistris, Napoli, Leoluca Orlando, Palermo e naturalmente la lampedusana Giusi Nicolini, che più di ogni altro primo cittadino si confronta con le tragedie dell’immigrazione. Anche quella innescata da condizioni climatiche sempre più critiche nei Paesi africani.

 

Alla due giorni di colloqui in Santa Sede parteciperanno anche amministratori locali da tutto il mondo e rappresentanti delle Nazioni Unite, con cui il Vaticano ha stretto un ottimo rapporto. L’intenzione è quella di dare credito e fiducia alle istituzioni locali, che si trovano a far fronte in prima battuta ai problemi del cambiamento climatico e delle nuove schiavitù, dato che lavorano a contatto con i territori: «Vorremmo che i sindaci si impegnassero a porre fine agli abusi, allo sfruttamento, alla tratta di persone e a ogni forma di schiavitù moderna all’interno delle loro comunità – ha detto il cancelliere Sanchez Sorondo – Questi drammi, definiti da Papa Benedetto e da Papa Francesco crimini contro l’umanità, includono anche il lavoro forzato, la prostituzione, il traffico di organi e la servitù domestica. Vorremmo altresì che i sindaci si impegnassero a sviluppare programmi di reinsediamento e integrazione sociale delle vittime, a livello nazionale e locale, al fine di evitare il loro rimpatrio forzato. In sostanza, vorremmo che le nostre città e insediamenti urbani diventassero sempre più socialmente inclusivi, sicuri, flessibili ed ecologicamente integrati».

Dopo il workshop «Modern Slavery and Climate Change: the Commitment of the Cities» di martedì 21 luglio, il giorno successivo (22 luglio) è in programma il simposio «Prosperity, People, and Planet: Achieving Sustainable Development in Our Cities», co-organizzato dall’Onu e aperto dall’economista Jeffrey Sachs.

 

Clima e schiavitù Papa Francesco incontra i sindaci del mondo

 

Elenco completo dei sindaci partecipanti all’incontro

Questi i primi cittadini che hanno assicurato la loro presenza: Betsy Hodges (Minneapolis), Ed Murray (Seattle), Charlie Hales (Portland), Marty Walsh (Boston), Mitch Landrieu (New Orleans), Anne Hidalgo (Parigi), Stian Berger Rosland (Oslo), Marino (Roma), Dario Nardella (Firenze), De Magistris (Napoli), Giusi Nicolini (Lampedusa), Piero Fassino (Torino), Antonio Decaro (Bari), Gregor Robertson (Vancouver), Eduardo Paes (Rio de Janeiro), Eduardo Accastello (Villa Maria, Argentina), Tony Chammany (Kochi, India), Mohammad Bagher Ghalibaf (Tehran), Julius Ihonvbere (Edo State, Nigeria), Rose Christiane Ossouka Raponda (Libreville, Gabon), Aliou Sall (Guediawaye, Senegal), Jaroslaw Jozwiak (vicesindaco di Varsavia), Yelgi Lavinia Verley Knight (Siquirres, Costa Rica), Alfred Martin Aruo (Soroti, Uganda), Karin Wanngard (Stoccolma), Angela Brown-Burke (Kingston, Jamaica), Matthew Appelbaum (Boulder, Colorado), Witold Smialek (assistente del vescovo di Cracovia), Marcio Lacerda (Belo Horizonte), Fernando Haddad (Sao Paulo), Monica Fein (Rosario), Gustavo Petro (Bogota), Miguel Angel Mancera Espinosa (Mexico City), George Ferguson (Bristol), Jose Fortunati (Porto Alegre), William A. Bell (Birmingham, Alabama), Milan Bandic (Zagabria), Enzo Bianco (Catania), Edwin Lee (San Francisco), Leoluca Orlando (Palermo), Massimo Zedda (Cagliari), Sam Liccardo (San Jose, California), Mpho Parks Tau (Johannesburg), Kagiso Thutlwe (Gaborone, Botswana), Paulo Garcia (Goiania), Gustavo Fruet (Curitiba, Brasile), Alfred Okoe Vanderpuije (Accra, Ghana), Tony Lloyd (Manchester), Manuela Carmena (Madrid), Mahamudo Amurane (Nampula, Mozambico), Pisapia (Milano), Antonio Carlos Magalhaes Neto (Salvador), Nasereddine Zenasni (Algeri), Virginio Merola (Bologna), Giorgio Gori (Bergamo), Jean Oscar Sanguza Mutunda (Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo), Pizzarotti (Parma), Edmund G. Brown Jr. (governatore della California), Mambe (governatore del distretto autonomo di Abidjan, Costa d’Avorio), Christian Gaebler (segretario di Stato a Berlino).

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