• Articolo Madrid , 11 giugno 2012
  • Uno studio analizza il cambiamento climatico

    Clima: siamo vicini al punto di non ritorno

  • Potremmo presto raggiungere il punto di non ritorno. L’uso incondizionato di fonti fossili e la crescita demografica sono le cause principali del global warming

(Rinnovabili.it) – L’innalzamento della temperatura globale potrebbe presto raggiungere il punto di non ritorno. Lo ha comunicato un gruppo di ricercatori collegando la causa del fenomeno all’eccessivo consumo di combustibili fossili e all’alto tasso di crescita della popolazione mondiale. Secondo il team infatti sarebbe arrivato il momento di scegliere se impegnarci realmente affinché le cose cambino o lasciare che tutto segua il proprio corso danneggiando gli equilibri del Pianeta.

Jordi Bascompte, ricercatore presso la Stazione biologica di Doñana del CSIC e co-autore dello studio pubblicato sulla rivista Nature ha affermato che “questi cambiamenti sembrano coinvolgere le alterazioni nella chimica dell’atmosfera e degli oceani generando importanti interruzioni dei flussi di energia dall’inizio alla fine della catena alimentare. ” L’aumento della popolazione è associato ad aumento del consumo di risorse e di energia, e la trasformazione e l’elaborazione del paesaggio alterano le condizioni oceaniche, del tempo e della terra, che a sua volta minaccia la sopravvivenza della biodiversità esistente. Le problematiche correlate riguardano altresì la perdita di produttività dei terreni agricoli, la riduzione della produttività dei terreni agricoli, la ridotta capacità di stoccaggio della CO2 e l’impoverimento degli stock ittici. A soffrire delle conseguenze del climate change non saranno solo le aree direttamente interessate dai fenomeni sopradescritti, gli effetti dell’innalzamento della temperatura saranno infatti visibili anche lontano dai luoghi di origine. “Anche le zone apparentemente inalterate del pianeta soffriranno di questi impatti per oltre il 50%” ha specificato un altro autore dello studio, Eloy Revilla.

Per minimizzare i potenziali impatti e non superare la barriera del 50% lo studio propone l’adozione di una serie di misure tra cui viene elencata la riduzione del tasso di crescita della popolazione e il consumo di risorse associato al fenomeno, la sostituzione del consumo di energia fossile mediante l’aumento della produzione di energia green, accrescere la produzione alimentare e migliorare la gestione delle coltivazioni.