• Articolo Singapore, 30 luglio 2012
  • Uno studio pubblicato sulla rivista Nature

    Clima: vortici oceanici catturano e trattengono la CO2

  • Speciali correnti oceaniche, vortici della larghezza anche di mille chilometri, catturano la CO2 e la stoccano nel fondo degli oceani, dove rimane anche centinaia di anni

(Rinnovabili.it) – Vortici giganti della larghezza di mille chilometri. Sarebbero questi fenomeni i responsabili del trasferimento del carbonio nelle profondità dell’Oceano del Sud, una scoperta di sicuro aiuto per i ricercatori che da anni stanno studiando l’impatto del cambiamento climatico su mari e oceani in rapporto anche alle modifiche del clima e degli equilibri sulla terraferma.

L’oceano infatti frena l’impatto del cambiamento climatico contribuendo ad assorbire le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione dei combustibili fossili, e dagli studi effettuati l’Oceano del Sud sarebbe il più grande dei serbatoi oceanici di carbonio, in grado di catturare e trattenere il 40% della CO2 trattenuta dai mari. Fino ad oggi i ricercatori non avevano ben chiaro quali meccanismi fossero coinvolti nella cattura dell’anidride carbonica a causa della lontananza e della profondità dell’Oceano Meridionale e quindi dalle difficoltà di ottenere dati certi. “Con l’identificazione dei meccanismi responsabili della cattura del carbonio presente al di fuori dello strato di superficie nell’oceano siamo in una situazione migliore per parlare di come il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto su tale processo”, ha detto l’oceanografo Richard Matear, uno degli autori dello studio Southern Ocean pubblicato sulla rivista Nature Geoscience.

Il team di scienziati britannici e australiani hanno scoperto che le correnti che catturano il carbonio dalla superficie e lo portano sul fondo si verificano in luoghi specifici, in modo non uniforme attraverso l’oceano come invece si pensava.

Essi hanno scoperto che una combinazione di venti, correnti e vortici creano le condizioni affinché il carbonio venga prelevato nel profondo oceano per poi essere rinchiuso per un periodo variabile che va da decenni a secoli. In generale, l’Oceano del Sud è un grande bacino di carbonio, dicono gli autori, e l’area compresa tra 35 e 65 gradi a sud trattiene l’equivalente di 1,5 miliardi di tonnellate metriche (1,65 miliardi di tonnellate) di CO2 all’anno, quantitativo maggiore rispetto alle emissioni annuale di gas serra del Giappone.