• Articolo Caracas, 6 febbraio 2012
  • Un successo per i paesi dell'America Latina e dei Caraibi

    Il Celac ottiene un’agenda ambientale più integrata

  • Con un’agenda ambientale più forte, il Celac procederà verso Rio+20 con la consapevolezza di poter affrontare le emergenze locali e le difficoltà redigendo piani specifici d’intervento

(Rinnovabili.it) – La Comunità dei paesi dell’America latina e dei Caraibi (CEPAL) ha terminato con successo il Forum ambientale dei ministri dell’Ambiente dell’America Latina e dei Caraibi, ottenendo un’agenda ambientale più integrata che permetterà di affrontare i problemi regionali rendendo il Celac sempre più attento alle problematiche green.

René Orellana, Capo della delegazione del paese andino per le questioni ambientali e per lo sviluppo sostenibile, ha commentato che è stato ottenuto, a suo parere, il risultato politico più importante della riunione tenutasi nella scorsa settimana a Caracas, ovvero il XVIII Forum dei ministri dell’Ambiente dell’America Latina e dei Caraibi.

Questo incontro, hanno dichiarato i ministri presenti, permetterà di accelerare la corsa verso la Conferenza delle Nazioni Unite Rio+20, dove si spera di riuscire a presentare una posizione comune per ottenere solide risposte alle problematiche della regione.

A tal proposito il rappresentante della Bolivia ha riferito che i i titolari dei paesi latinoamericani e dei Caraibi si sono dimostrati estremamente collaborativi e intenzionati a venire a capo di faccende di interesse ambientale ed energetico che andranno ad integrare l’ordine del giorno di Rio+20 portando all’adozione, all’interno della Dichiarazione di Quito, del paragrafo che allude alla necessità di procedere verso una nuovo ordine economico internazionale inclusivo, solidale e giusto. Accanto a questo anche il paragrafo per il riconoscimento dei diritti di Madre Terra, oltre al progetto di procedere ad uno sviluppo sia economico che ambientale che proceda in perfetta armonia con la natura studiando modelli di sviluppo ad hoc per i diversi paesi e  rispettando le risorse naturali. Questa visione, che invita ad abbandonare un unico modello di sviluppo a fronte di numerose diverse realtà, si basa su quanto contenuto nell’Agenda 21 di Rio de Janeiro (1992) grazie al quale ogni paese può stabilire un proprio piano di sviluppo a seconda delle possibilità e delle risorse a disposizione, riconoscendo appieno il valore.