• Articolo Roma, 28 gennaio 2014
  • Una ricerca finanziata dal programma multidisciplinare europeo COST TU0902

    Climate Change: adattamento, in Italia solo una città su 32 ha un Piano

  • Le città del nord Europa sono le più preparate alle sfide del cambiamento climatico. In cima alla lista Gran Bretagna, Francia e Germania

Climate Change: adattamento, in Italia solo una città su 32 ha un Piano(Rinnovabili.it) – Quanto sono preparate le città europee a fronteggiare le sfide del climate change? A rispondere ci pensa oggi l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale del Consiglio nazionale delle ricerche (Imaa-Cnr), partner di un nuovo studio internazionale e multidisciplinare pubblicato su Climate Change Letters. Il lavoro finanziato dal programma multidisciplinare europeo COST TU0902, ha analizzato gli strumenti elaborati e attuati da 200 città medio-grandi in 11 stati europei per fronteggiare i cambiamenti climatici.

 

Sotto la lente dei ricercatori sono finite così le aree urbane di Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna, rivelando una complessiva impreparazione. Il 35% non ha provveduto a redigere alcun piano di adattamento né di mitigazione e appena un quarto si è dotato di entrambi, il 72% ha solo il piano di mitigazione e nessuna ha prodotto solo quello di adattamento”, spiega Monica Salvia dell’Imaa-Cnr.

 

Nel complesso le città del nord Europa risultano essere più all’avanguardia, in particolare quelle britanniche, francesi e tedesche. “Il primato spetta al Regno Unito: il 93% delle 30 città analizzate ha un piano di mitigazione, contro l’80% di quelle olandesi e tedesche, il 56% di quelle italiane e il 43% delle città francesi. Anche per quanto riguarda l’adattamento, si distingue la Gran Bretagna con 24 città, contro 13 su 40 città tedesche e 5 su 26 spagnole. In Italia, su 32 analizzate, solo Padova vanta un piano di adattamento”. La più ambiziosa è la città di Groningen (Olanda) che punta a ‘zero emissioni’, anche attraverso l’incremento di fonti rinnovabili e la piantumazione di nuovi alberi, già nel 2025 in anticipo sul previsto traguardo del 2050. “Se le azioni previste a livello urbano – aggiunge Filomena Pietrapertosa dell’Imaa-Cnr – fossero adottate dall’intero sistema nazionale si otterrebbe entro il 2050 una riduzione del 37% delle emissioni di gas serra degli 11 paesi e del 27% dell’Ue nel suo complesso. Tuttavia, saremmo sempre lontani dal raggiungimento dell’80% previsto”.