• Articolo Lecce, 20 febbraio 2013
  • L’infrastruttura è stata inserita nella Top500 dei sistemi di elaborazione più potenti al mondo

    Climate Change, il CMCC potenzia la capacità di calcolo

  • Aperto un nuovo Centro di Supercalcolo del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti. Il sistema studierà con maggior dettaglio il clima e le sue interazioni con i sistemi economici, la biosfera, l’agricoltura, le coste e i mari

Climate Change, il CMCC potenzia la capacità di calcolo(Rinnovabili.it) – La ricerca sul Climate Change si affina e si rafforza. La struttura  di Supercalcolo del CMCC, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamento Climatici, realizzata nel campus Ecotekne dell’Università del Salento (Lecce) ha potenziato i suo i sistemi inserendo un nuovo supercalcolatore IBM di ultima generazione. La piattaforma ha incrementato  in maniera sostanziale le capacità di elaborazione al punto da essere inserito nella famosa classifica internazionale dei supercomputer Top500 occupando la 168ma posizione.

 

“La rinnovata infrastruttura di supercalcolo – spiega Antonio Navarra, Presidente del CMCC – ci consentirà di fare progressi considerevoli nel nostro lavoro che ha l’obiettivo principale di indagare, conoscere e rappresentare le interazioni tra il sistema climatico e la società, una serie di attività molto complesse per cui è necessario  produrre, gestire e condividere una grande quantità di dati”. Il nuovo elaboratore consentirà di accelerare le attività di ricerca per creare  scenari sui cambiamenti climatici futuri e sui relativi impatti: dall’economia all’agricoltura, dal profilo delle zone costiere agli ecosistemi marini e terrestri, dal ciclo idrogeologico alla salute.

 

Realizziamo modelli del sistema climatico e cerchiamo di capire come i suoi mutamenti possano influire sui sistemi fisici, ambientali e socio-economici – continua Navarra – i supercalcolatori di ultima generazione ci mettono nelle condizioni di aumentare il dettaglio dei nostri studi, di realizzare previsioni e simulazioni con un livello di definizione assai maggiore, questo ci permetterà di migliorare la qualità dei nostri modelli e di trovare risposte a domande che fino ad oggi non eravamo in grado nemmeno di porci”.