• Articolo Londra, 20 ottobre 2011
  • Un rapporto redatto dagli scienziati del Foresight Group

    Climate change: sono milioni i rifugiati climatici “intrappolati”

  • Cambiamento climatico e aumento della temperatura sono la principale causa dello spostamento dei rifugiati climatici che però rischiano di rimanere bloccati nelle aree colpite dagli eventi meteo

(Rinnovabili.it) – Il cambiamento climatico potrebbe intrappolare milioni di persone in numerose aree devastate dagli effetti dell’innalzamento della temperatura globale. A riferirlo è uno studio condotto dal governo britannico che segnala come i rifugiati climatici, costretti ad allontanarsi dalle proprie case in cerca di un luogo migliore dove vivere potrebbero essere bloccati in alcune zone dalle conseguenze di eventi meteo di straordinaria intensità, aumentando così il bilancio delle vittime del climate change.

Costretti a lasciare le loro case a causa di inondazioni, siccità, tempeste, ondate di calore e altri effetti dei cambiamenti climatici i rifugiati climatici rappresenteranno probabilmente uno dei più grandi effetti visibili del riscaldamentoglobale che, avvertono gli scienziati, è il risultato di un uso eccessivo dei combustibili fossili, secondo quanto dichiarato dal gruppo governativo Foresight, che fa parte dell’Ufficio per la Scienza.

“In milioni migreranno, allontanandosi il più possibile dalle aree di vulnerabilità ambientale”, ha detto Sir John Beddington, capo consulente scientifico del governo britannico, e capo del Foresight programme. “Una sfida politica ancora più grande sarà riuscire  a rendere milioni di persone che sono intrappolate in condizioni pericolose, in grado di muoversi verso la salvezza.

Gli scienziati, nel rapporto intitolato Migrazioni e cambiamenti ambientali globali, hanno scoperto che un numero di persone compreso tra 114 e 192 milioni potrebbero stabilirsi nelle pianure alluvionali nelle aree urbane dell’Africa e dell’Asia entro il 2060, in parte a causa del cambiamento climatico.

Rappresentano un enorme criticità anche le persone che, intrappolate in alcune aree a causa delle conseguenze del riscaldamento del clima – o perché non possono muoversi dalle loro case, o perché si sono trasferiti ma non riescono a trovare posti migliori per vivere – rappresenteranno a breve “una importante preoccupazione al pari di chi si sta preparando a migrare”, conclude il rapporto . “Il cambiamento ambientale ha la stessa probabilità di bloccare la migrazione come di stimolarla.”

Lo scorso anno, secondo le Nazioni Unite, 210 milioni di persone – circa il tre per cento della popolazione mondiale – sono migrate attraverso i paesi, mentre nel 2009 circa 740 milioni di persone si sono spostate all’interno dei paesi.

Ma gli scienziati hanno anche affermato che la migrazione non dovrebbe essere vista semplicemente come un problema.  In molti casi infatti si tratta di una soluzione ragionevole ai cambiamenti ambientali causati da un riscaldamento del clima, e può essere tranquillamente gestito se i governi si prepareranno in maniera adeguata. “La migrazione può essere una buona opzione – è un modo di adattarsi al cambiamento climatico”, ha detto Neil Adger, professore di economia ambientale presso l’Università di East Anglia. “Dovremmo essere proattivi circa la pianificazione per la migrazione, per garantire che le infrastrutture necessarie siano a disposizione delle persone.”

Gli scienziati del Foresight Programme hanno inoltre affermato che ci sono molti fattori che influenzano la migrazione, ma che il cambiamento climatico è probabile diventi uno dei fattori maggiori nei prossimi 20 o 30 anni.