• Articolo New York, 20 febbraio 2012
  • Gli Usa collaboreranno con Svezia, Messico, Canada e Bangladesh

    Clinton presenta la Climate and Clean Coalition

  • Un team internazionale per combattere le emissioni di gas serra. Lo ha rivelato la scorsa settimana il segretario di Stato americano annunciando il finanziamento da 25 mln di dollari

(Rinnovabili.it) – Il mondo non sta facendo abbastanza per frenare i cambiamenti climatici? E gli Stati Uniti passano all’azione. Se sul piano dei colloqui internazionali sul clima agli Usa piace giocare il ruolo da prima donna concedendo solo lo stretto indispensabile, al di fuori della piattaforma ONU la nazione sembra decisa a riprendere in mano il ruolo da leader. Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha annunciato in questi giorni la formazione di una squadra internazionale che collaborerà nel tentativo di tagliare gli inquinati responsabili di accelerare il surriscaldamento globale e provocare danni alla salute umane. Prende forma così la Climate and Clean Coalition, coalizione che oltre agli States vede coinvolti Bangladesh, Canada, Messico, Svezia e Ghana.

Il team si concentrerà sulla lotta dei cosiddetti short-lived pollutants, ovvero inquinanti dalla breve durata che, a differenza dell’anidride carbonica, rimangono attivi in atmosfera per un tempo più ridotto ma esercitano un effetto serra notevolmente più potente. Parliamo del metano, degli idrofluorocarburi (HFC) e del particolato carbonioso o “black carbon”, sostanze per le quali negli ultimi mesi, l’amministrazione Obama ha ribadito più volte la necessità di un’adeguata regolamentazione e che rappresentano oltre un terzo dei fattori riconosciuti alla base del Global Warming.

“Sappiamo che nello sforzo necessario per ridurre gli effetti del biossido di carbonio, il mondo non ha ancora fatto abbastanza”, ha commentato la Clinton. “Così, quando si scopre un modo efficace e conveniente per ridurre il riscaldamento globale – non solo una piccola parte, ma una frazione consistente – dobbiamo tutti passare all’azione”.“Concentrandoci su queste sostanze inquinanti – ha continuato il Segretario di Stato americano – si potranno vedere effetti benefici immediati su scala regionale e locale, come salute migliore, aria più pulita, raccolti più abbondanti, più energia e una riduzione del riscaldamento globale. Secondo l’Unep, inoltre, gli interventi contro questi inquinanti hanno il potenziale di ridurre il surriscaldamento di mezzo grado Celsius entro il 2050, ovvero il 25% dell’obiettivo di riduzione globale (2 gradi), secondo indicato dagli esperti climatici dell’Onu per il mondo”.

I primi finanziamenti sono già sul tavolo: riceverà circa 15 milioni di dollari di fondi, stanziati principalmente dagli Stati Uniti. “La coalizione, primo tentativo internazionale di questo tipo, sosterrà una campagna globale mirata a diffondere soluzioni contro questo tipo di sostanze inquinanti in tutto il mondo. Mobiliterà risorse, raccoglierà nuovo sostegno politico, aiutare i paesi a sviluppare e attuare un piano d’azione nazionale e sensibilizzare l’opinione pubblica”, e di raggiungere altri paesi, imprese, ONG e fondazioni”.