• Articolo Bruxelles, 10 dicembre 2019
  • Pesticidi dannosi: l’UE vieta l’uso di clorpirifos e clorpirifos-metile

  • Genotossici e neurotossici, i due insetticidi sono associati all’insorgenza di malattie respiratorie e danni celebrali. Finora ampiamente utilizzati anche in Italia saranno banditi a partire da gennaio 2020

pesticidi dannosi

Foto di zefe wu da Pixabay

Bloccata la licenza europea al Clorpirifos e al clorpirifos-metile, pesticidi dannosi il cui utilizzo è associato all’insorgenza di gravi patologie

(Rinnovabili.it) – L’Unione Europea ha votato contro il rinnovo delle autorizzazioni al clorpirifos e al clorpirifos-metile, due pesticidi dannosi per la salute ma largamente utilizzati in (quasi) tutti i Paesi europei. Appartenenti alla categoria degli “organofosfati”, i due insetticidi erano già stati banditi dall’uso domestico nel 2000. Nell’ultimo periodo sono tornati però agli onori della cronaca a causa di studi che ne hanno evidenzialo la tossicità e le responsabilità di danni celebrali irreversibili riscontrati nei bambini. Secondo le recenti pubblicazioni diffuse dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), il clorpirifos e il clorpirifos-metile sarebbero infatti associabili a genotossicità e neurotossicità per lo sviluppo. Da qui la conclusione dell’Agenzia: poichè i due pesticidi non risultano avere “limiti di sicurezza possibili […] non soddisfano i criteri di salute umana per il rinnovo sul mercato europeo”.

 

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Da gennaio 2020, i due pesticidi dannosi saranno pertanto vietati in tutti i Paesi dell’Unione.Nnella giornata di venerdì 6 dicembre, durante una riunione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF), i rappresentanti degli Stati membri hanno infatti votato per non rinnovare le licenze di utilizzo dei controversi pesticidi.  Sebbene non possiamo eliminare i decenni di esposizione a queste sostanze e i relativi impatti sullo sviluppo neurologico – ha dichiarato Genon K. Jensen, direttore esecutivo di Health and Environment Alliance (HEAL) – la nuova Commissione può assicurarsi che ciò non continui a verificarsi con altre sostanze impegnandosi a ridurre la dipendenza dell’Europa dai pesticidi e ad affrontare le rimanenti scappatoie in processi di valutazione”. 

 

Un portavoce della Commissione ha dichiarato a EURACTIV che per entrambe le sostanze è stata raggiunta una maggioranza qualificata, il che significa che una volta che i regolamenti saranno stati adottati formalmente, gli Stati membri dovranno necessariamente revocare tutte le autorizzazioni per qualsiasi prodotto fitosanitario contenenti le sostanze “vietate”. Il portavoce ha comunque aggiunto che i paesi dell’UE potranno concedere un breve “periodo di tolleranza per la conservazione, lo smaltimento e l’uso finale  di un massimo di tre mesi, al termine del quale i prodotti fitosanitari contenenti tali sostanze attive non saranno più immessi sul mercato o comunque utilizzabili in Unione Europea.

Vietati finora solo in Germania, Irlanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Lituania, Lettonia e Svezia, il clorpirifos ed il clorpirifos-metile sono stati finora largamente utilizzati per il trattamento contro la cimice asiatica ed altri insetti su numerose varietà di piantagioni. 

 

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Un Commento

  1. Attilio Rotini
    Posted dicembre 13, 2019 at 8:29 pm

    La tossicità degli organofosforici è nota da almeno 80 anni, essendo io un anestesista rianimatore, ho potuto osservare alcuni tentativi di suicidio legati a questi farmaci che, quando si risolvono, non lasciano reliquiati di sorta. E’ ridicolo vietare un farmaco che funziona realmente contro gli insetti e che presenta DL 50 piuttosto compatibile, del resto in 80 anni di uso degli esteri fosforici non si è verificato un aumento degli idioti (o sbaglio?). Per poi parlare del problema delle api, tutti gli insetticidi sono tossici per le api, anche i tanto decantati piretroidi. L’unico effetto che avremo sarà un aumento del costo dei prodotti agricoli e delle perdite dovute ai parassiti senza un miglioramento del QI delle generazioni future. Non ci resta che importare la frutta da Cina e India ove la legislazione combatte gli insetti e non li favorisce.

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