• Articolo Roma, 11 marzo 2013
  • Un nuovo studio del CNR

    CNR: CO2 e temperatura crescono di pari passo

  • Analizzando le bolle d’aria intrappolate nelle carote di ghiaccio i ricercatori del CNR hanno scoperto che nel passato al crescere della concentrazione di CO2 è aumentata la temperatura atmosferica

(Rinnovabili.it) – Una nuova tecnica ideata dal CNR sta aiutando a scoprire quale sia stata la reale influenza della CO2 sul clima. Attraverso un nuovo studio realizzato in Antartide e relativo all’ultima era glaciale, la nuova tecnica sperimentata in collaborazione con altri scienziati europei ha ribadito che l’anidride carbonica ha una forte influenza sul clima della Terra, responsabile dell’innalzamento della temperatura globale riuscendo a dimostrare che all’aumento della concentrazione di CO2 è corrisposta la crescita della temperatura.

Grazie al supporto dell’Idpa – Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Idpa-Cnr) di Venezia – e di un nutrito gruppo di collaboratori è stato possibile pubblicare lo studio sulla rivista Science.

 

“Abbiamo analizzato cinque carote di ghiaccio prelevate in Antartide, le cui parti più antiche risalgono a 800.000 anni fa. A differenza di quanto ritenuto finora, abbiamo scoperto che circa 20.000 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale, la temperatura antartica e la CO2 sono aumentate contemporaneamente”, spiega Carlo Barbante, direttore dell’Idpa-CNR e coautore del lavoro. “I precedenti studi sostenevano invece che il riscaldamento del continente antartico avesse preceduto di circa 800 anni l’aumento del gas in atmosfera. La sincronia provata con il nostro studio indica che l’anidride carbonica non solo ha giocato un ruolo essenziale nel riscaldamento del nostro pianeta, ma potrebbe essere stato un fattore scatenante”.

 

Analizzando i gas contenuti nelle bolle d’aria rilevate nelle carote di ghiaccio gli scienziati hanno potuto ottenere dati precisi sulla situazione. “Mentre la temperatura antartica è ricostruibile dall’analisi isotopica degli strati di ghiaccio”, prosegue Barbante, “i gas atmosferici sono analizzati nelle bolle d’aria racchiuse nel ghiaccio. Poiché l’aria si diffonde negli strati superficiali della neve, ne risulta che il ghiaccio intrappola delle bolle d’aria che hanno un’età inferiore di quelle del ghiaccio alla stessa profondità. Questa differenza di età complica di molto lo studio del processo di causa ed effetto tra l’innalzamento della temperatura ed il ruolo svolto dai gas serra. Per ricostruire l’esatto scarto temporale tra innalzamento della temperatura e incremento del gas abbiamo analizzato per la prima volta gli isotopi di azoto contenuti in queste bolle d’aria, constatando che i due fenomeni sono avvenuti in modo sincrono, entro un errore sperimentale di circa 200 anni”.


Questo dato rilevato dagli nuovi studi dell’equipe in Antartide conferma l’influenza della CO2 sul riscaldamento e il clima terrestre. “Così si offrono nuovi elementi per determinarne l’attuale incidenza – conclude Carlo Barbante –  Abbiamo però bisogno di nuovi risultati e modelli climatici sperimentali per comprendere meglio l’influenza dei vari fattori sull’ultima deglaciazione”.