• Articolo Strasburgo, 16 marzo 2012
  • La risoluzione non vincolante adottata dall’Europarlamento

    CO2: Strasburgo chiede di migliorare l’ETS europeo

  • I deputati europei appoggiano la tabella di marcia energetica della Commissione ma chiedono miglioramenti all’ETS e una maggiore ambizione ambientale al 2020

(Rinnovabili.it) – Tempo di votazioni nelle aule dell’Europarlamento. Dopo la presentazione da parte dell’esecutivo UE dell’Energy Roadmap 2050, i deputati si sono ritrovati a Strasburgo per adottare la propria posizione in merito alla strategia ambientale comunitaria. E con l’approvazione – 398 voti favorevoli, 132 contrari e 104 astensioni – della risoluzione presentata dal parlamentare Chris Davies (ALDE, UK), la tabella di marcia della Commissione viene accettata formalmente nelle sue linee generali. Il Parlamento UE concede il proprio assenso agli specifici target di riduzione delle emissioni riportati nella Roadmap – il 40% entro il 2030, il 60% entro il 2040 e dell’80% entro il 2050 – invitando Bruxelles a presentare entro i prossimi due anni le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi 2030, tenendo in particolare conto le capacità e potenzialità nazionali, nonché i progressi a livello comunitario in materia di azione climatica.

Strasburgo aveva in più di un’occasione richiesto una maggiore ambizione sull’obiettivo di riduzione della CO2 entro il 2020, e nella risoluzione ricorda ancora una volta che l’attuale target del 20% non può essere considerato sufficiente. “Più e facciamo ora, più facile sarà in futuro. O noi assumiamo un ruolo guida nella promozione di un’economia low carbon o veniamo lasciati indietro. Si tratta di un’opportunità per promuovere gli investimenti e stimolare l’innovazione tecnologica che lascerà più forte e non più debole, ha commentato Davies.

I deputati riconoscono gli ETS come strumento principale dell’UE per ridurre le emissioni industriali e per aiutare gli investimenti verdi chiedendo tuttavia dei miglioramenti nel meccanismo miglioramenti, ed invitando la Commissione e gli Stati membri a integrare il sistema con un approccio tecnologico ed innovativo. I deputati hanno accolto inoltre la proposta della direttiva Energy Efficiency, che mira a ottenere un miglioramento dell’efficienza energetica del 20% entro il 2020.