• Articolo Doha, 2 gennaio 2013
  • Primo raccolto nella penisola arabica per il Sahara Forest Project

    Coltivare cetrioli nel deserto

  • La serra solare hi-tech realizzata nel Qatar ha dato i suoi frutti dimostrando che, con acqua di mare e sole, è possibile coltivare anche le terre aride e desertiche

 

(Rinnovabili.it) – L’iniziativa è stata presentata a fine novembre in occasione della COP 18 di Doha. Ora il Qatar è pronto a raccontare al mondo di avercela fatta e di essere riuscito in un progetto ambizioso: coltivare le terre del deserto con acqua marina e raggi di sole. Il progetto, del valore di  5,3 milioni di dollari,  è stato reso possibile grazie alla proficua collaborazione con Sahara Forest Project, società e, al tempo stesso, innovativa soluzione ambientale nata con lo scopo di creare vegetazione e posti di lavoro verdi attraverso la produzione di cibo, acqua ed energia elettrica pulita nelle zone più aride del Pianeta.

 

Sahara Forest Project mette insieme la tecnologia della serra ad acqua di mare con quella del solare termodinamico realizzando sofisticati impianti di coltivazione nei pressi della costa; la localizzazione permette infatti di garantire la presenza costante di acqua che viene inviata ad un impianto di desalinizzazione tramite una pompa alimenta dall’energia solare.

 

“E’ stato progettato per utilizzare ciò che abbiamo in abbondanza per produrre quello che più ci serve, attraverso il deserto, la luce del sole, l’acqua salata e la CO2 per la produzione di cibo, acqua ed energia pulita”, spiega Joakim Hauge, CEO di Sahara Forest Project.

 

Il progetto, voluto dall’emirato e finanziato dalla Yara International ASA e dalla Qatar Fertiliser Company, si estende su una superficie di 10mila metri quadrati in prossimità di Measaieed, città industriale del Qatar. Vero e proprio banco di prova per testare questo mix tecnologico anche in altre zone della Penisola, l’impianto ha dato in questi giorni i suoi primi frutti: un raccolto di cetrioli. Gli scienziati del centro stanno però lavorando anche ad un altro progetto che a regime costituirà il più grande laboratorio di ricerca sulle alghe della regione.