• Articolo Roma, 8 luglio 2013
  • Premiazioni avvenute stamane a Roma

    Comuni Ricicloni: Ponte nelle Alpi re della differenziata

  • Ponte nelle Alpi vince per il quarto anno consecutivo l’edizione di Comuni Ricicloni di Legambiente, sintomo di un’Italia che cambia e che differenzia

Comuni Ricicloni XX edizione(Rinnovabili.it) – Nuova edizione, vecchio vincitore. Per il quarto anno consecutivo a primeggiare come comune più green d’Italia è Ponte nelle Alpi, eletto Comune Riciclone anche nell’edizione 2013 dell’iniziativa istituita da Legambiente.

Con Belluno migliore capoluogo al Nord e Salerno al Sud la XX edizione segnala un importante traguardo: in Italia 1293 comuni (16%), e quindi circa 8 milioni di persone, hanno raggiunto il 65% della raccolta differenziata e sono 75 le realtà che avvicinano la penisola all’obiettivo “rifiuti free”: sono infatti 330 le realtà che producono meno di 75 kg di rifiuto secco indifferenziato per abitante entrando così a far parte della nuova sezione Comuni rifiuti free di questa edizione del rapporto grazie all’abilità di riuscire a ridurre del 90% la frazione di scarti da smaltire.

Il vincitore, premiato a Roma, è quindi Ponte nelle Alpi, 8508 abitanti che hanno saputo dire addio al cassonetto e che per il quarto anno si aggiudicano il primato italiano.

 

“Questa volta non si può dire che i buoni risultati ambientali raggiunti siano l’effetto della crisi economica che riduce i consumi, perché ci troviamo di fronte a scelte strutturali ormai stabilizzate – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualità ambientale, apre nuove strade a vere e proprie filiere industriali e potrebbe migliorare anche i bilanci delle famiglie italiane, se la nuova tassa sui rifiuti, come stiamo proponendo in un appello lanciato proprio in questi giorni, fosse modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata. Con altrettanta chiarezza emergono oggi i punti dolenti su cui occorre concentrarsi: le grandi città e quelle zone del paese, non tutte al Sud, dove ancora il peso delle discariche e i volumi della raccolta indifferenziata tengono l’Italia fuori dall’Europa. È cambiata l’era – ha continuato Cogliati Dezza -. Oggi possiamo dire stop a nuovi termovalorizzatori e cominciare a far chiudere i più vecchi, costruire nuovi impianti di riciclaggio, a partire da quelli per l’organico come i digestori anaerobici, e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita”.

 

Legambiente

 

LE REGIONI La maggior parte dei Comuni Ricicloni è localizzata in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige con a seguire Marche, Lombardia e Piemonte e la Campania all’ottavo posto, prima Regione del Sud.

La ricetta del successo? Ogni comune ha adattato alla propria configurazione le politiche a disposizione servendosi della raccolta porta a porta e di campagna di comunicazione che hanno avvicinato e reso maggiormente consapevoli i cittadini, che sono diventati parte integrante del sistema. Ad aver fortuna anche la politica del “Chi inquina paga”  che premia il cittadino virtuoso ammonendo invece chi non fa bene il suo dovere. Ridurre i rifiuti significa anche acquistare prodotti senza troppe confezioni e consumare l’acqua del rubinetto eliminando così la necessità do smaltire le bottiglie di plastica.

Ma a sorprendere, in negativo, sono le grandi città: solo 6 capoluoghi, il 5% del totale, sono state insignite dell’attributo “Riciclone” per aver differenziato il 65% dei rifiuti, di queste due sono al sud e quattro al nord.

 

“L’Italia è oggi divisa – afferma Andrea Poggio, vice direttore generale di Legambiente -. C’è chi aspetta che qualcuno la tiri fuori dalla crisi e dall’immobilismo, e chi si rimbocca le maniche, capisce dove va il mondo, e crea le condizioni per la “terza rivoluzione” industriale, quella in cui l’organizzazione, il sapere e la tecnologia sostituiscono lo spreco di materiali e di energia. I cittadini “ricicloni”, nei loro 1300 comuni, chi progetta riducendo lo spreco e chi ricicla producendo nuovi beni sono parte della green economy del futuro”.

 

Numerosi al nord i comuni ricicloni sono più al sud che al centro, anche se nel meridione sono localizati quasi esclusivamente in Campania (53) e in Sardegna (20).