• Articolo Vancouver, 2 ottobre 2012
  • Effetti ancora più gravi con l’acidificazione degli oceani e la riduzione dei nutrienti superficiali

    Con il global warming i pesci scompariranno

  • Uno studio della University of British Columbia spiega come l’aumento delle temperature delle acque degli oceani sarà la causa della scomparsa di molte specie ittiche

(Rinnovabili.it) – Un quarto dei pesci presenti nel mondo potrebbe morire a causa del cambiamento climatico. A rivelarlo è uno studio della University of British Columbia, in Canada, secondo il quale entro il 2050 il 14-24% delle specie ittiche scomparirà per effetto del riscaldamento globale. I risultati dello studio sono sorprendenti anche per il team di ricercatori, impegnati negli ultimi mesi a esaminare l’effetto dell’aumento delle temperature degli oceani sulla crescita e la distribuzione di oltre 600 specie di pesci in tutto il mondo. Stando a quanto è emerso, le acque più calde, più povere d’ossigeno, in cui i pesci si ritroveranno a nuotare saranno un deterrente non solo per la loro permanenza in una determinata zona, ma anche per la loro riproduzione. Non solo: la minore quantità d’ossigeno dell’acqua calda ne limiterebbe anche la crescita e quindi nel lungo termine la dimensione media dei pesci in generale.

 

Si tratta di fenomeni che già oggi sono in atto a causa della pressione che la popolazione umana sta esercitando sulla pesca (1 miliardo di persone fa affidamento sul pesce per l’assunzione di proteine animali primarie), ma che potrebbero aggravarsi nel corso degli anni se associati all’acidificazione degli oceani e alla riduzione dei nutrienti nelle acque superficiali. Per il Prof. William Cheung, che ha guidato la ricerca, non ci sono dubbi sul fatto che il futuro degli oceani sia preoccupante. «Per limitare i danni – ha detto Cheung – è fondamentale che vengano ridotte le emissioni di gas serra e sviluppate migliori politiche di gestione delle specie ittiche affinché i pesci possano adattarsi a questi cambiamenti».