• Articolo Hobart, 25 giugno 2013
  • Una vittoria degli ambientalisti contro le aziende che producono legname

    449 giorni su un albero per salvare la foresta in Tasmania

  • Grazie all’impresa eroica dell’ambientalista Miranda Gibson, più di 170mila ettari di foresta vergine australiana sono stati inseriti ieri nella lista dei patrimoni dell’umanità

449 giorni su un albero per salvare la foresta in Tasmania(Rinnovabili.it) – Si chiama Miranda Gibson, è un’insegnante di 30 anni ed ha vissuto 449 giorni su un albero senza mai toccare terra. L’obiettivo? Proteggere oltre 170.000 ettari di foresta vergine della Tasmania meridionale. E gli sforzi non sono stati vani: ieri il World Heritage Committee ha infatti inserito la foresta australiana nella lista dei patrimoni dell’umanità, ponendo fine ad un’annosa battaglia tra ambientalisti, politici ed aziende che producono legname.

La Gibson è salita su un eucalipto di 60 metri nel dicembre 2011, per scendervi solo a marzo di quest’anno a causa di un incendio che stava minacciando l’area. La sua dimora era costituita da un piattaforma dotata di un pannello solare, grazie al quale riusciva ad alimentare il suo computer. Dalla sua postazione è riuscita, così, ad accendere i riflettori internazionali sulla questione della deforestazione della Tasmania, condividendo quei paesaggi con il mondo, scrivendo sul suo blog e parlando via video nelle conferenze e ai festival.

 

Nulla può descrivere il mio stato d’animo quando ieri è stata presa la decisione di proteggere la foresta”, ha affermato Miranda Gibson durante un’intervista al giornale inglese “The Guardian”. “L’esperienza di vivere su una piccola piattaforma a 60 metri dal suolo per oltre un anno sarà per me indimenticabile: profondi momenti di ispirazione si sono alternati alla solitudine e all’isolamento”.

Se da un lato gli ambientalisti combattono da circa trent’anni per la protezione della foresta meridionale della Tasmania, dall’altro le aziende che producono legname non hanno mai abbassato la guardia, sostenendo che la loro attività fosse vitale per l’occupazione della regione.

Una storia a lieto fine, dunque, da cui si può trarre un prezioso insegnamento: anche una sola azione può fare la differenza!