• Articolo Roma, 17 dicembre 2018
  • Editoriale

    Più scienza, meno miopia

cop 24 sul clima

 

(Rinnovabili.it) – Si è conclusa a Katowice, tra rassegnazione e modesti risultati, la COP 24.

In effetti fin dalla vigilia nulla faceva presagire risultati positivi, partendo dagli interessi dei padroni di casa, fortemente legati al carbone, e dalla singolare presa di distanza dal documento scientifico della IPCC di un inedito quartetto “anticlima” composto da USA, RUSSIA, Arabia Saudita e Kuwait.

 

Ma se è vero che le possibilità di vincere la sfida con i cambiamenti climatici sono sempre più ristrette, è anche vero che il motore di questa difficilissima transizione è, e non potrebbe essere diversamente, l’ottimismo. Dobbiamo credere che esistano ancora margini di manovra per raggiungere i risultati minimi che la comunità scientifica mondiale ha identificato come “soglia di qualità della vita” e continuare quindi a vedere il bicchiere mezzo pieno. In questo senso la COP 24 poteva anche avere, e in più momenti questo pericolo è apparso evidente, degli esiti disastrosi: una frattura irreparabile con gli obiettivi di Parigi. Ma questo non è stato. Anzi si è cercato, con non poca fatica, di redigere il “libro delle regole”, cioè il documento tecnico contenente le indicazioni per tutti i Paesi su come raggiungere, concretamente, gli obiettivi posti dagli accordi di Parigi. Da parte di alcuni Paesi si è anche ventilata la possibilità di rilanciare Parigi, con target più virtuosi, ma in questo senso nessun risultato concreto è stato ratificato nel documento finale.

 

Ma se da una parte dobbiamo segnalare la “tenuta” dell’accordo di Parigi,  dall’altra è inevitabile registrare un netto e diffuso arretramento della politica mondiale sulle questioni del clima. La contraddizione più grande è che indiscutibilmente sul nostro Pianeta esistono le tecnologie e le risorse economiche per gestire una transizione globale che contrasti i cambiamenti climatici, ma questo perdurare della miopia politica e dei suoi egoismi locali, ci porta a perdere l’elemento, a questo punto, vitale per il cambiamento: il tempo. E di tempo, come continua a dichiarare compatta la comunità scientifica mondiale, ne abbiamo davvero poco.

Chissà che non sia proprio l’Italia, che ha chiesto di ospitare la più importante e decisiva COP nel 2020, a giocare un ruolo determinante in questa corsa contro il tempo.

Un Commento

  1. Crescenti Uberto
    Posted dicembre 17, 2018 at 4:31 pm

    Le risorse messe a disposizione da parte della maggioranza dei Paesi per combattere il riscaldamento globale potrebbero meglio essere utilizzate per altri scopi (ad es.combattere la fame nel mondo). Il clima della terra è sempre cambiato, anche quando l’uomo non era ancora apparso sul nostro pianeta, è assurdo ritenere che l’uomo possa modificare il clima che dièrnde da fattori naturali non ancora conosciuti compiutamente. Il riferimento alla catastrofe se non si eviterà di mantenere la temperatura entro i 1,5-2 gradi C° di aumento è priva di fondamenti scientifici. La storia del clima della terra ci dimostra che nel Periodo Caldo Medioevale (quando i Vichinghi di Eric il Rosso colonizzarono la Groenlandia, Terra Verde) e nel Periodo Caldo Romano (quando Annibale attraversò le Alpi addirittura con gli elefanti su passi oggi percorribili per il ghiaccio) la temperatura era di 2-3 gradi C° supeiore ad oggi. Cosa è successo allora, il pianeta non è andato disttrutto! Sono suffucienti questi dati per dimostrare che l’eventuale aumento della temeratura paventato per il nostra pianeta non produrrà le catastrofi che ci vengono propinate. er un approfeondimento di quanto ho detto è bene leggere due volumi: 1- Matt Ridley, 2013 : Un ottimiista razionale. Ed.Le Scienze. 2 – F. Singler (et alii), 2008 : La Natura, non l”Uomo , governa il clima. Ed. 21mo Secolo). L’AGW (Antropogenic Global Warming) è il più grande scandalo scientifico degli ultimi decenni.

Rispondi a Crescenti Uberto Cancel reply

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *