• Articolo Gland, 11 dicembre 2019
  • Coral Reef Rescue Initiative: salvare le barriere coralline resilienti

  • il WWF lancia una nuova una strategia di salvataggio per conservare le barriere coralline tropicali, oggi in rapido deterioramento del mondo

Coral Reef Rescue Initiative supporterà le comunità locali nella salvaguardia delle barriere coralline con il più alto potenziale di sopravvivenza

(Rinnovabili.it) – Metà delle barriere coralline del mondo sono già state perse e quelle rimaste sono in grave pericolo. Aggravata dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e dall’acidificazione degli oceani, dalla pesca intensiva e dal continuo sviluppo costiero, la minaccia agli ecosistemi corallini si fa di mese in mese più seria. I modelli climatici prevedono che, anche se l’aumento della temperatura globale media dovesse limitarsi all’1,5 °C (cosa assai improbabile stando agli attuali livelli di emissioni), il 70 – 90% delle barriere coralline tropicali andrà perso entro il 2100. Con un aumento di 2 °C – o peggio – non ci sarà invece nulla da fare e le barriere di tutto il mondo scompariranno definitivamente. 

Senza un’azione forte e decisa che tagli drasticamente le emissioni di gas a effetto serra e permetta così di raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima, ogni intervento di conservazione delle barriere coralline sarà del tutto vano. Allo stesso tempo, è però necessario concentrarsi anche sulla protezione delle barriere con il maggior potenziale di sopravvivenza ed i cui coralli possano in futuro rigenerarsi e permettere – grazie al trasporto da parte delle correnti oceaniche di pesci e larve di corallo – la rigenerazione degli ecosistemi contigui. 

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Per dare una mano a questi preziosi nasce la Coral Reef Rescue Initiative, progetto che si propone come una “strategia di salvataggio per preservare le barriere coralline tropicali in rapido deterioramento”. L’iniziativa, alla quale hanno aderito oggi i governi di Fiji e Indonesia, è guidata da WWF in collaborazione con WCS, Rare, CARE, Blue Ventures e l’University del Queensland.

Gli sforzi degli esperti si concentreranno prevalentemente sui Paesi in via di sviluppo (Figi, Isole Salomone, Indonesia, Filippine, Madagascar, Tanzania e Cuba in primis), in cui le comunità locali si trovano ad affrontare povertà e crescenti sfide per la sicurezza ed sostentamento alimentare ed in cui è localizzata la stragrande maggioranza di queste barriere. Contando sulla collaborazione di partner esperti nonché sulla volontà politica dei singoli governi, l’iniziativa fornirà le risorse economiche e scientifiche per supportare tali comunità nella salvaguardia e nel salvataggio degli ecosistemi costieri. In tal modo, chiarisce WWF, è ancora possibile garantire il futuro del 70% delle barriere resilienti identificate che altrimenti andrebbero perse e, con esse, il sostentamento per oltre 250 milioni di persone.

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