• Articolo Bologna, 10 giugno 2013
  • Un progetto seguito anche dall'Università di Bologna

    CORALWARM: il cambiamento climatico minaccia i coralli

  • L’aumento della temperatura delle acque di mari e oceani potrebbe aumentarne l’acidificazione e portare le colonie di corallo alla scomparsa

(Rinnovabili.it) – Monitorare gli effetti del cambiamento climatico sull’oceano serve anche per capire in che modo i coralli vangano danneggiati e quale siano le metodologie migliori per rafforzarne la resistenza. Gli scienziati ritengono infatti che numerose specie di corallo non riusciranno a sopravvivere oltre la fine di questo secolo se la temperatura delle acque dovesse aumentare comportando di conseguenza un aumento dell’acidità degli oceani, fenomeno che potrebbe danneggiare gli equilibri delle barriere coralline di almeno 50 paesi.

Per ridurre questo pericolo è nato il progetto ambientale CORALWARM, (‘Corals and Global Warming: the Mediterranean Versus the Red Sea’), finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC). Studiando le caratteristiche dei coralli del Mediterraneo e del Mar Rosso i ricercatori cercheranno di elaborare proiezioni di condizioni di aumento delle temperature e di acidificazione delle acque elaborando le conseguenze sulle colonie di coralli. Il progetto di ricerca, della durata di cinque anni, viene portato avanti da un gruppo di scienziati israeliani e italiani guidati dal professor Zvy Dubinsky, un ricercatore leader della fotosintesi acquatica alla Bar-Ilan University, accanto al biologo esperto di corallo Stefano Goffredo e al chimico Giuseppe Falini, entrambi esperti in bio-mineralizzazione presso l’Università di Bologna. Nell’ambito del progetto CORALWARM il team del professor Dubinsky ha sviluppato un nuovo strumento che promette di aiutare a determinare lo stato di salute delle piante acquatiche e dei coralli in risposta ai cambiamenti ambientali e allo stress. L’ECHOGREEN (PoC) è uno strumento fotoacustico innovativo, che secondo gli scienziati rappresenta una nuova classe di strumenti sommergibili portatili che consente l’individuazione del deterioramento delle comunità coralline e la destabilizzazione degli ecosistemi marini e acquatici evidenziando anche forme di contaminazione delle acque.