• Articolo Washington, 6 maggio 2016
  • Una raccolta di “perle” dell’imprenditore

    Cosa pensa Donald Trump del cambiamento climatico

  • È l’unico repubblicano in corsa per la Casa Bianca. Oltre a frasi sessiste e razziste, ecco cosa ha detto sul cambiamento climatico

Cosa pensa Donald Trump del cambiamento climatico 3

 

(Rinnovabili.it) – Martedì scorso Ted Cruz si è ritirato dalla corsa per la nomination dopo la sconfitta in Indiana. Sul nome del candidato alla Casa Bianca per i repubblicani non vi sono più molti dubbi. Sarà Donald Trump. Mina vagante della politica americana, partito da outsider ma salito alla ribalta con il passar del tempo, è famoso per le sue frasi xenofobe, sessiste e violente. Ma non sono in molti a sapere cosa pensa dei temi ambientali e del cambiamento climatico. Certo, non dovrebbe essere troppo difficile da immaginare. Trump nega all’origine l’esistenza del riscaldamento globale, collocandosi sul fronte opposto rispetto al 97% della scienza mondiale.

 

Cosa pensa Donald Trump del cambiamento climatico

 

«Non credo molto nel cambiamento climatico di origine antropica», ha detto il candidato-imprenditore al Washington Post. Poi ha insinuato che il concetto di global warming sia stato «inventato dai cinesi per colpire la produzione statunitense», e che invece il pianeta si starebbe raffreddando. Ha liquidato l’accordo di Parigi come «una delle cose più stupide che abbia mai sentito nella storia della politica».

Se dovesse vincere le elezioni, si prevedono tempi duri per l’EPA, l’Agenzia USA di protezione ambientale. Secondo Trump, infatti, investire nella conservazione sarebbe solo uno spreco di denaro.

E le rinnovabili? Un crimine contro l’umanità, naturalmente. I parchi eolici sarebbero «disgustosi» e pericolosi per la salute delle persone, «una piaga per le comunità e la fauna selvatica».

 

Cosa pensa Donald Trump del cambiamento climatico 2In pratica, da gennaio 2017 per 4 anni gli Stati Uniti potrebbero essere governati da un presidente che nega il cambiamento climatico, con tutte le conseguenze che ne possono derivare per l’applicazione degli accordi internazionali. Quello raggiunto alla COP 21 non è sufficiente a rispettare il target dei 2 °C, ma al momento è tutto ciò che abbiamo. Sotto Trump non è affatto scontata la ratifica del protocollo da parte degli USA. Se vincerà la Clinton – in vantaggio sull’avversario Bernie Senders – avremo un’inquilina della Casa Bianca che pubblicamente sposa l’azione climatica, ma è arrivata nella stanza ovale con il denaro delle compagnie petrolifere.

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