• Articolo Roma, 4 aprile 2012
  • Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente Clini

    Aste CO2, in recepimento la direttiva UE

  • La metà dei proventi ottenuti dalla vendita delle quote di CO2 finanzierà progetti di riduzione della CO2. La conferma dalla bozza di decreto presentata stamane al MSE

(Rinnovabili.it) – E’ stata appena trasmessa al Ministero dell’Economia la bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che definisce le modalità e i destinatari dei ricavi ottenuti dalla vendita di quote di CO2 che, dal 2013 al 2020, regoleranno il mercato delle emissioni delle imprese che aderiscono all’emission trading scheme, ovvero attività industriali di medie e grandi dimensioni.

Il decreto indica infatti che recependo la normativa comunitaria si indirizzerà il 50% dei proventi delle aste a progetti ed attività di riduzione della CO2 mentre l’altra metà fino al 2015 verrà suddivisa, si legge nel comunicato stampa diffuso dal Minambiente, tra “bilancio dello Stato per il Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato (25%) e gli operatori di nuovi impianti che non hanno ricevuto quote gratuite di CO2 perché l’esaurimento delle risorse nell’aprile del 2009 (25%). Dal 2016 al 2020 tutto il 50% non finalizzato alla riduzione di CO2 andrà al fondo d’ammortamento per i titoli di Stato”.

La parte di proventi destinata alle attività di riduzione di CO2 sarà infatti ripartita secondo i seguenti criteri:

1) Rifinanziamento del fondo rotativo “Kyoto” (50% delle risorse disponibili);

2) Cofinanziamento di programmi di ricerca e sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio bell’industria e nei trasporti (25%);

3) Contributo ai programmi di cooperazione con i paesi in via di sviluppo per la riduzione delle emissioni e misure di adattamento ai cambiamenti climatici per rispettare l’impegno assunto alla Conferenza di Durban (10%);

4) Cofinanziamento dei programmi per l’aumento dell’assorbimento di carbonio attraverso attività forestali e agricole (10%)

5) Contributo al “Centro Euromediterraneo sui cambiamenti climatici” per i programmi nazionali ed europei di adattamento ai cambiamenti climatici (3%).

6) Coperture delle spese amministrative connesse alla gestione del sistema comunitario (2%).

“I proventi delle aste – sottolinea il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – rappresenteranno una importante fonte di risorse aggiuntive per le politiche ambientali. Sarà possibile sostenere in maniera più incisiva le filiere della green economy attraverso una robusta integrazione del fondo Kyoto e destinare importanti fondi alla ricerca e alla cooperazione internazionale. Interventi che si inquadrano nella strategia complessiva di “decarbonizzazione” del sistema Italia che è una strategia per l’ambiente ma può e deve costituire anche un grande volano di sviluppo economico”.