• Articolo Città del Capo, 5 febbraio 2018
  • Crisi idrica: l’11 maggio sarà il giorno zero a Città del Capo

  • Guadagna qualche giorno la chiusura dei rubinetti sudafricani in attesa delle precipitazioni stagionali. Ma la situazione non si risolverà così facilmente

crisi idrica

 

La crisi idrica di Città del Capo è un campanello d’allarme per il mondo intero

(Rinnovabili.it) – Il giorno zero sta per arrivare a Cape Town. Secondo le ultime stime, l’11 maggio è il momento in cui la fornitura idrica della città verrà ufficialmente disattivata fino all’arrivo delle prossime piogge, lasciando i 4 milioni di abitanti alle prese con il razionamento giornaliero dell’acqua presso uno dei 200 punti di distribuzione cittadini. La chiusura dei rubinetti ha guadagnato qualche settimana dall’ultima valutazione, ma solo perché molte fattorie nella provincia del Western Cape hanno esaurito le scorte idriche a loro assegnate. Nel frattempo i cittadini devono attenersi a rigide norme di risparmio che impongono loro di utilizzare meno di 50 litri a persona al giorno, ovvero un quinto del consumo pro capite giornaliero in Italia, e le tensioni si fanno facilmente sentire. Al punto che le sorgenti d’acqua potabile ora richiedono un servizio di polizia attivo 24 ore su 24 per sedare risse ed evitare incidenti.

 

Come mai una delle città più ricche dell’Africa si è trovata in questa situazione?

Città del Capo è nel mezzo di una crisi idrica senza precedenti, a causa di una siccità che non si vedeva da oltre 300 anni. La forte variabilità delle precipitazioni ha prosciugato le 6 dighe che ricoprono un ruolo essenziale per la fornitura dell’acqua nell’area. Si tratta di condizioni difficili da prevedere – negli ultimi tre anni le piogge sono state quasi la metà rispetto alla media degli ultimi 40 anni – ma sono diversi gli esperti che sottolineano come l’amministrazione comunale non sia riuscita ad adeguare l’approvvigionamento idrico locale alle esigenze di una metropoli in continua crescita. Dal 1995 a oggi, la popolazione di Città del Capo è cresciuta del 79%, mentre lo stoccaggio delle riserve idriche è aumentato di appena il 15%.

 

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Mentre i politici locali discutono se la città avrebbe potuto prepararsi meglio alla crisi idrica, le Nazioni Unite lanciano un monito globale: gli attuali cambiamenti climatici potrebbero inasprire la siccità rendendola più frequente, in particolare in questa regione africana, ma non solo qui. Molti scienziati del clima sono preoccupati che quello che sta accadendo a Città del Capo sia solo un assaggio di ciò che verrà in futuro.

 

Come spiega il Consiglio Mondiale dell’Acqua (World Water Council), si stima che entro il 2030 il 40% della popolazione mondiale vivrà lungo bacini fluviali in gravi condizioni di stress idrico. “La siccità è direttamente collegata alla variabilità climatica e alla sicurezza idrica – commenta  il Presidente del Consiglio Mondiale dell’Acqua Benedito Braga – Ci sono più modi per affrontare il problema: in primo luogo, aumentare la disponibilità e la resilienza assicurando le nostre risorse idriche. Ciò comporta la costruzione di dighe e riserve, nonché la riparazione delle condotte esistenti. Inoltre, è necessario fare un uso razionale dell’acqua, il che significa che tutti i settori devono condividere le risorse equamente e incoraggiare i cittadini a fare un utilizzo consapevole dell’acqua nelle proprie case”.

 

La crescente necessità di intervenire sulle questioni idriche globali significa che è ora di implementare soluzioni integrate. Soluzioni su cui si discuterà nel prossimo World Water Forum che si terrà nella capitale brasiliana, Brasilia, tra il 18 e il 23 marzo 2018 e avrà come tema lo “Sharing Water”.

 

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