• Articolo Roma, 3 agosto 2011
  • Una normativa al vaglio dell'Ue

    CdM conferma la messa al bando degli shopper tradizionali

  • Sacchetti non biodegradabili ufficialmente vietati in Italia. La nuova normativa firmata stamane dal CdM conferma che l’Italia sta lottando contro l’inquinamento da plastica, tra le principali cause di danni ambientali e agli ecosistemi

Il Consiglio dei Ministri ha confermato stamattina la messa la bando dei sacchetti di plastica non biodegradabili. Gli shopper sono infatti responsabili di gravi forme di inquinamento sia ambientale che marino con danni permanenti ai delicati ecosistemi.
Nei supermercati i sacchetti di plastica sono vietati dal 1° gennaio 2011 e grazie alla nuova normativa sono stati delineati più nettamente i confini che delimitano il divieto di vendita delle buste usa e getta, comunemente utilizzate per portare a casa la spesa. Nella normativa sono inoltre definiti i nuovi standard di biodegradabilità che le ditte produttrici dovranno rispettare, dettagli che al momento sono al vaglio dell’Ue che dovrà notificarne o meno la validità.
“Gli italiani – ha commentato il ministro Prestigiacomo – hanno dato prova in questi mesi di una straordinaria maturità ambientale, accettando di buon grado il divieto dei sacchetti usa e getta e utilizzando le buste biodegradabili o borse della spesa riutilizzabili. Siamo i primi in Europa ad aver messo “fuori legge” gli shopper inquinanti, con un provvedimento che suscitato molti consensi ed ha aperto la strada ad un ripensamento in sede UE sull’argomento. Adesso dobbiamo andare avanti promuovendo, come stiamo facendo, la produzione di bio-plastiche che sono parte essenziale di quella filiera della nuova chimica, capace di aiutare l’ambiente e non più di danneggiarlo. Con il provvedimento di oggi sono stati chiariti dubbi ed incertezze che scaturivano dalla legge del 2006 ed è stato definito un quadro normativo chiaro a difesa dell’ambiente e a favore di uno sviluppo produttivo moderno e sostenibile”.