• Articolo Londra, 20 novembre 2012
  • Uno studio per la riduzione del deficit europeo

    Dal prezzo del carbonio l’aiuto economico per l’Europa

  • Tassando maggiormente energia e carburanti si potrebbe aiutare il PIL europeo e i bilanci degli Stati

(Rinnovabili.it) – Il prezzo del carbonio può aiutare a tagliare il deficit dell’Europa? Secondo uno studio della Grantham Research sì. Le tasse sulla produzione di energia e le entrate derivate dalla vendita di crediti di carbonio potrebbero aiutare gli stati ad aumentare le entrate e riducendo al contempo le emissioni nocive senza incidere troppo sulla crescita. I regimi su energia e carbonio pare infatti abbiano sul PIL la stessa incidenza che ha al momento l’IVA, come confermato dal Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment e dal Centre for Climate Change Economics and Policy.

 

A differenza della tassazione del lavoro o del consumo con l’IVA, non vi è un adeguato livello minimo di tassazione dei prodotti energetici … [che] riflette i costi di consumo dell’energia imposti alla società,” dice il documento nel quale si evidenzia come un regime di tassazione imposto alla Spagna, tra cui un aumento dei dazi sui carburanti da trasporto, potrebbe sollevare più di 10 miliardi di euro all’anno entro il 2020, mentre i pacchetti per la Polonia e l’Ungheria potrebbero generare rispettivamente entrate di 5 miliardi e 1 miliardo di euro ogni anno. Inoltre viene spiegato che aumentando la riduzione delle emissioni all’interno dell’ETS europeo dal 20 al 30% si potrebbe ottenere, entro il 2020, un’entrata pari a 30 miliardi di euro annui.

 

Il rapporto riporta inoltre come le tasse sull’energia e sul carbonio “svolgano attualmente un ruolo troppo piccolo nel portafoglio fiscale di molti paesi europei” e invita per questo l’Unione Europea ad aumentare le aliquote fiscali di benzina e diesel nella revisione in corso della direttiva sulla tassazione dell’energia che dovrebbe essere conclusa il prossimo anno. “Attualmente, i paesi dell’UE raccolgono meno entrate dalla vendita di gasolio di quanto potrebbero, con implicazioni negative per l’equilibrio fiscale”, dice il rapporto. “La soluzione è quella di concordare un aumento collettivo delle aliquote fiscali sul dieselCerto, i tassi che sono stati stabili per tanto tempo non possono essere alzati durante la notte, perché i cittadini non li accetterebbero. Tuttavia, un programma graduale di allineamento sarebbe utile per tutti i paesi.”