• Articolo Parigi, 16 novembre 2012
  • L'appello di Parigi

    Dal WWF 10 regole per un’Europa più sostenibile

  • L’associazione invia una lettera ai Capi di stato chiedendo di eliminare i sussidi dannosi all’ambiente e una maggiore ambizione climatica

(Rinnovabili.it) – Il WWF fa squadra e riunisce tutti i suoi uffici europei  per scrivere all’Europa e chiedere un impegno serio nei confronti della sostenibilità. L’associazione ambientalista ha infatti inviato ai capi di Stato europei l’Appello di Parigi, una lettera aperta con 10 proposte/richieste per avviare l’operazione di ecologizzazione del vecchio Continente. “L’Europa è giunta a un bivio. I negoziati riguardanti il bilancio 2014-2020 giungeranno alla fine di questo mese  a una decisione cruciale. Il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha messo a punto una roadmap europea che rappresenta un’opportunità storica per iniziare un nuovo ciclo di civilizzazione sul nostro vecchio continente”, si legge nella nota stampa del Panda.

 

L’Appello, adottato da tutti i WWF europei,  chiede agli Stati membri del Consiglio Europeo, al Parlamento europeo e alla Commissione Europea di ravvivare l’ideale di un’Europa sostenibile come elemento unificante e strumento per rilanciare l’economia e creare posti di lavoro. Questi i 10 punti clou dell’Appello di Parigi:

 

1. Internalizzare i costi ambientali esterni nei processi decisionali governativi, aziendali ed economici;

2. Sviluppare indicatori ambientali del benessere sociale diversi dal PIL;

3. Riorientare il bilancio europeo 2014-2020 per porre fine ai sussidi dannosi dal punto di vista ambientale e riorientarli verso i settori della green economy;

4. Riformare radicalmente la Politica Agricola Comune, rafforzando il secondo “pilastro” dello sviluppo rurale, destinando il 50% delle risorse alle misure per sostenere le sfide ambientali e promuovere  pratiche agricole più sostenibili;

5. Porre fine ai sussidi pubblici per le infrastrutture high-carbon come il traffico aereo e stradale e garantire al contrario sostegno ai trasporti low-carbon;

6. Porre fine ai sussidi per i combustibili fossili e riorentarli verso le green energy;

7. Aumentare il budget del programma  LIFE, fino a raggiungere l’1% del prossimo bilancio europeo 2014 – 2020;

8. Rafforzare le valutazioni di impatto ambientale;

9. Rafforzare l’obiettivo della riduzione delle emissioni per l’Unione Europea dal 20% al 30% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e raggiungere obiettivi di efficienza energetica rafforzando al tempo stesso l’Emission Trading Scheme  (ETS) per Europa;

10. Introdurre una tassa sulla transazioni finanziarie ricavando nuovi fondi pubblici per la transizione ecologica nell’Unione Europea.