• Articolo Varsavia, 24 febbraio 2012
  • Un progetto finanziato dal 7° PQ dell'Ue

    Dalla Polonia la “polvere magica” che depura l’acqua

  • Una polvere magica e una buona esposizione al sole possono trasformare l’acqua inquinata in nuova risorsa potabile

(Rinnovabili.it) – Un gruppo di scienziati polacchi ha scoperto un metodo davvero semplice per pulire e trattare l’acqua estraendo le sostanze chimiche di valore, come quelle utilizzate per la produzione di farmaci.

Nelle industrie servirà solo il sole e una polvere magica ed il gioco sarà fatto. Lo studio, presentato nella rivista Bioresource Technology, è stato in parte finanziato dal progetto PHOTOBIO23JC (‘Synthesis of novel nanostructured metal-supported photocatalysts: characterization and promising applications in the production of high value chemicals from lignocellulosic biomass‘) con una sovvenzione da centomila euro nell’ambito del 7° Programma quadro dell’Unione europea.

I ricercatori dell’Institute of Physical Chemistry of the Polish Academy of Sciences (IPC PAS) di Varsavia hanno rivelato che questa trasformazione, definita quasi alchemica, è resa possibile dall’impiego di particolari fotocatalizzatori in grado supportare la decontaminazione delle numerose aree del nostro pianeta dove l’acqua è molto inquinata da sostanze chimiche e organiche provenienti da scarichi industriali. Normalmente nei processi di depurazione i catalizzatori agiscono a temperature molto elevate e ad alta pressione, mentre in questo caso necessitano solamente della temperatura ambiente.

“I fotocatalizzatori studiati da noi differiscono per molti aspetti da catalizzatori tradizionali”, ha dichiarato il dottor Juan Carlos Colmenares dal IPC PAS “Sono attivati ​​dalla luce, e la temperatura non ha alcun effetto significativo”. Per avvenire le reazioni quindi hanno bisogno solamente di una buona esposizione ai raggi solari, una temperatura di circa 30° centigradi e una pressione atmosferica normale, condizioni che, come rivelano i ricercatori, sono comuni e costanti in molti paesi equatoriali.

In queste reazioni i fotocatalizzatori sono solidi a base di biossido di titanio, TiO2, e la reazione catalizzata avviene in un liquido contenente gli inquinanti organici. Una volta completata la reazione il catalizzatore può essere isolato quasi senza perdite e pronto per essere utilizzato di nuovo. “Il mio lavoro assomiglia un po’ ad un’alchimia” ha commentato Colmenares “Prendo un po’ di polvere magica, la verso nell’acqua inquinata, mescolo ed espongo la soluzione al sole. Dopo diverse ore ho dell’acqua pulita e delle sostanze chimiche che possono essere riutilizzate per fare cose utili, come i farmaci”.

E’ dal 1960 che gli scienziati stanno studiando la degradazione fotochimica degli inquinanti ma il lavoro del gruppo di Varsavia ha trovato una soluzione che non ha bisogno di apparecchiature particolari e che quindi è di facile impiego anche in aree remote del pianeta.