• Articolo Londra, 18 aprile 2018
  • Daniel Webb ha conservato la plastica che ha prodotto in un anno e ne ha fatto un’opera d’arte

  • Il muro è esposto nel parco divertimenti di Dreamland Margate, nel Kent. L’autore lo porterà anche nelle scuole per allargare la riflessione sull’abuso di plastica che facciamo, e sui limiti ancora troppo grandi del suo riciclo

plastica

Foto dal Guardian – Ollie Harrop 2018/Everyday Plastic

4,490 oggetti di plastica. Se si moltiplica per la popolazione del Regno Unito, significa buttare via 293 mld di rifiuti l’anno

(Rinnovabili.it) -Un muro costruito con 4490 oggetti di plastica accumulati nel corso di un anno: pacchetti di patatine, solette per le scarpe, blister di medicinali, posate, piatti, tubetti di creme. Insomma, sul muro esposto come una vera e propria opera d’arte nel parco divertimenti inglese di Dreamland Margate, nel Kent, si può trovare quasi ogni oggetto utilizzato nella quotidianità. L’idea è venuta nella metà del 2016 a Daniel Webb, trentaseienne inglese che lavora nel markting. Mentre faceva jogging lungo la costa nei pressi della sua cittadina, Margate, Daniel Webb ha notato una grande massa di alghe intarsiata da diversi pezzi di plastica “giochi vecchi di 20 anni, bottiglie provenienti da Paesi stranieri con scritte in altre lingue”, ricorda. Una vista quasi nostalgica che gli ha fatto pensare: e se ci fosse qualcosa di mio?

 

 

Proprio per questo ha avuto l’idea di conservare tutti gli oggetti di plastica utilizzati nel corso del 2017, lavandoli per bene e riponendoli in uno sgabuzzino. “C’erano 4,490 pezzi. Se si considera quello che ho prodotto come il consumo medio di una persona e lo si moltiplica per la popolazione del Regno Unito, significa buttare via 293miliardi di oggetti di plastica all’anno”, racconta Webb. Il problema, dice Webb, è che “non appena si parla di miliardi, tutto diventa astratto, come quando si parla di cambiamento climatico. Ma la plastica è tangibile, e se si considerano i singoli elementi si inizia a farsene un’idea”. Di quei 4490 elementi, il 60% è costituito da imballaggio per alimenti – in gran parte buste di insalate e verdure e borse del pane – il 93% è rappresentato da plastica monouso, e solo otto elementi sono stati realizzati in materiale biodegradabile.

 

Secondo Webb tuttavia il riciclo non è la risposta alla plastica – dal suo muro emerge che solo 56 elementi sono stati realizzati con materiale riciclato – “Il riciclo è assolutamente fondamentale e dobbiamo investire di più in impianti e infrastrutture. Ma in realtà abbiamo bisogno di trovare il modo di usare meno plastica”. Il muro realizzato, intanto, vuole diventare un progetto più grande: “Voglio esporlo nelle scuole e voglio farne una mostra,” dice Webb, in attesa della pubblicazione di un report sui risultati del suo progetto, che sarà pubblicato a maggio.

 

>>Leggi anche L’enzima mangia plastica ci libererà dell’inquinamento del PET?<<

 

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