• Articolo Belluno, 4 dicembre 2012
  • Un appello del presidente di Dolomiti Ambiente

    De Biasi: “Si alla raccolta differenziata, ma di qualità”

  • Migliorare la qualità della raccolta differenziata aiuterà ad evitare per i cittadini del bellunese l’arrivo della tassa di smaltimento

(Rinnovabili.it) – Non solo quantità, ma anche e soprattutto qualità. Questo l’appello lanciato da Giuseppe Luigi De Biasi, presidente di Dolomiti Ambiente che nella provincia di Belluno gestisce lo smaltimento dei rifiuti, che ha voluto sottolineare l’importanza della separazione corretta dei rifiuti in umido e secco.

 

“Il Consiglio di amministrazione della società – spiega Giuseppe Luigi De Biasi, presidente di Dolomiti Ambiente,  – ha fatto delle riflessioni su quale sia il modo migliore di gestire dinamiche complesse come quelle relative ai rifiuti nella nostra provincia. Riflessioni derivanti dall’esperienza diretta in impianto che pensiamo sia giusto mettere a disposizione di tutti i soggetti coinvolti, nella convinzione che la condivisione delle idee è la vera forza che fa la differenza”.

 

Passare quindi dal miglioramento dell’attuale sistema di gestione e raccolta ad un consorzio unico che si occupi di gestire il ritiro dei rifiuti porta a porta, solo in questo modo si otterranno dei reali benefici ambientali.

Quello che bisogna fare, oltre ad un aumentare le già buone percentuali di differenziata, è ottenere un ottimo livello di raccolta perché troppo spesso si conferiscono i materiali in maniera errata. “Solo negli ultimi giorni – spiega De Biasi – abbiamo dovuto scartare pentolame vario, vetro, pezzi di stufe a pellet e addirittura un monopattino. Per noi sono costi che diventano insostenibili, se le cose continuassero in questo modo saremo costretti a respingere i carichi irregolari o inserire nella tariffa i costi di smaltimento”.

Migliorandola qualità della raccolta si andrebbero infatti a ridurre i costi di smaltimento degli stessi: al momento nel bellunese il rifiuto secco costa  175 euro per tonnellata contro i 70 richiesti per l’umido. “Migliorando la qualità della raccolta la quantità di rifiuto secco prodotto cala di molto, siamo nell’ordine del 40 – 50%, quindi i benefici, anche economici, alla lunga arrivano a tutti” ha specificato il presidente di Dolomiti Ambiente.