• Articolo Londra, 20 settembre 2019
  • Decarbonizzazione globale: gli sforzi vanno moltiplicati per sette

  • L’ultimo indice LCEI di PwC mostra che il mantenimento del limite 2°C richiederebbe all’economia globale di ridurre la sua intensità di carbonio del 7,5% ogni anno fino a 2100

Decarbonizzazione globale

Credit PwC

Dopo 4 anni di moderati progressi, nel 2018 il ritmo della decarbonizzazione globale ha rallentato 

(Rinnovabili.it) – Se il mondo intende avere una reale possibilità di limitare il riscaldamento globale entro gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, la decarbonizzazione globale deve aumentare di sette volte i suoi sforzi. Eppure il Pianeta sembra frenare anziché accelerare. L’ultimo indice LCEI (Low Carbon Economy Index) di PwC mostra come dopo quattro anni di moderati progressi, nel 2018 il ritmo della transizione energetica sia rallentato in maniera preoccupante.

 

L’anno scorso, il PIL globale è cresciuto del 3,7% grazie soprattutto al traino di economie emergenti come Cina, India e Indonesia. E sebbene l’economia mondiale stia diventando più efficiente dal punto di vista energetico, nel 2018 i consumi sono cresciuti del 2,9%. In questo scenario le rinnovabili ancora non riesco a tenere il passo, nonostante siano aumentate del 7,2% (il tasso annuale più alto dal 2010), e la maggior parte della nuova domanda è stata soddisfatta dai combustibili fossili. A questo ritmo, spiega PwC, i Paesi non raggiungeranno i propri obiettivi nazionali (NDC) né tanto meno quello globale e molto più ambizioso del Paris Agreement.

 

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“È preoccupante vedere arrestare i progressi sul clima. C’è un enorme divario tra la retorica ‘dell’emergenza climatica’ e la realtà di una risposta globale inadeguata”, ha affermato Jonathan Grant, direttore del network

Lo studio ha valutato nel dettaglio gli sforzi delle nazioni del G20 nella decarbonizzazione globale. Nel 2018, la Germania ha mostrato le migliori prestazioni con un tasso di decarbonizzazione del 6,5%. Tuttavia, queste riduzioni delle emissioni sono state in parte associate ad un clima più caldo che hanno frenato la domanda di energia domestica. Gli altri top performer dell’LCEI per il 2018 sono stati Messico, Francia, Italia, dimostratisi tutti in grado di ridurre le emissioni mentre crescevano le loro economie (ma per il Belpaese il vento sembra già essere cambiato). Gli autori stimano che il raggiungimento del limite dei 2°C di aumento delle temperature richiederebbe all’economia globale di ridurre la sua intensità di carbonio del 7,5% ogni anno fino a 2100, percentuale che si alzerebbe all’11,3% con il target di 1,5°C. Mentre oggi, questo stesso tasso è di appena l’1,6%.

 

Decarbonizzazione G20

Credit: PwC

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