• Articolo Brasilia, 2 maggio 2016
  • Nonostante le promesse del governo

    Deforestazione in Brasile al tasso di 2 campi di calcio al minuto

  • I taglialegna illegali eludono i controlli e così cresce la deforestazione. Le autorità sotto accusa smettono di pubblicare i dati regolarmente

Deforestazione in Brasile al tasso di 2 campi di calcio al minuto 2

 

(Rinnovabili.it) – Due campi da calcio. Questa è la superficie che ogni minuto, in Brasile, viene distrutta dalla deforestazione. Il più grande paese dell’America Latina non è ancora riuscito a fermare lo scempio delle foreste tropicali, nonostante abbia promesso di affrontare il disboscamento illegale e migliorare il diritto alla terra.

I tassi di deforestazione in Brasile, che può vantare la più vasta distesa di foresta al mondo (l’Amazzonia) sono calati in modo significativo tra il 2003 e il 2013. In questi ultimi anni, tuttavia, il disboscamento è ripreso a ritmo sostenuto, per colpa di una mancata pianificazione del governo. Nel 2015, in particolare, ha fatto un balzo del 16%. Oggi il Paese sta perdendo circa 5 mila chilometri quadrati di foresta amazzonica ogni anno, un ritmo forsennato che ha pochi eguali nel resto del mondo.

Eppure, il Paese si era ripromesso di preservare le sue foreste, fondamentali per assorbire il carbonio emesso in atmosfera che causa il riscaldamento globale. Senza contare che questi luoghi sono anche dimora di centinaia di migliaia di persone e animali, che traggono dall’ecosistema il loro sostentamento.

 

Deforestazione in Brasile al tasso di 2 campi di calcio al minutoNel suo piano d’azione nazionale, presentato in vista della COP 21, il Brasile aveva si è impegnato a ridurre la deforestazione illegale, e al ripristino e riforestazione di 12 milioni di ettari di terreno entro il 2030.

Ma per il momento, il governo è ben lontano dal mantenere le promesse. Circa l’80% della deforestazione amazzonica viene da attività illegali, e le autorità non sono preparate a contrastarla. I taglialegna di frodo, infatti, stanno cambiando le loro strategie. Ora hanno capito che basta spostare da una regione all’altra il legno tagliato in zone proibite per cancellare le tracce della sua provenienza.

Tasso Azevedo, ex capo del servizio forestale brasiliano, ha detto alla Reuters che le autorità continuano a raccogliere i dati satellitari con cadenza mensile, ma hanno smesso di pubblicare regolari aggiornamenti.

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