• Articolo Bruxelles, 3 luglio 2013
  • Un rapporto indipendente reso noto dalla Commissione Europea

    Greenpeace: Europa, sempre più affamata di foreste

  • L’allarme dell’associazione ambientalista: il vecchio continente è responsabile della deforestazione di un’ara vasta come l’Irlanda

greenpeace-s-efforts-at-restricting-deforestation-are-gai_16001604_800933577_1_0_7034967_500-300x300(Rinnovabili.it) – La deforestazione è una piaga difficile da debellare. Lo dimostrano i dati presentati da un rapporto indipendente reso noto in questi giorni dalla Commissione Europea e che fornisce una quantificazione dell’impatto del consumo globale all’interno dei confini comunitari in materia di deforestazione globale. I dati risultati sono purtroppo sconfortanti e per alcuni versi anche sorprendenti; l’indagine infatti indica proprio l’Europa come il maggior “consumatore di foreste” esistente oggi  al mondo.

 

Tra il 1990 e il 2008, le attività di società e industrie appartenenti ai Paesi membri hanno portato alla perdita di almeno 9 milioni di ettari di superficie boschiva, colpendo soprattutto paesi terzi come il Sud Est Asiatico e l’Amazzonia. Nel dettaglio, il rapporto mostra come nel 2004 l’Unione Europea abbia registrato un ’impatto record a causa delle proprie importazioni, il doppio di Cina e Giappone messi insieme e tre volte il Nord America. “Lo studio mostra che la nostra impronta forestale continuerà a crescere se l’Europa non cambia rotta, è ora di eliminare la deforestazione dai nostri menù, dai nostri libri e prodotti cartari e dalle fonti energetiche come biocarburanti e centrali a biomasse” afferma Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia.

 

I risultati principali dell’indagine mostrano inoltre che la maggior parte delle colture e dei prodotti animali connessi con la deforestazione nei paesi di origine sono consumati a livello locale o regionale, e non sono oggetto di scambi internazionali. In termini quantitativi, il 33% delle colture e l’8% dei prodotti animali sono negoziati al di fuori dei paesi o regioni di produzione; della parte che è oggetto di scambi internazionali, l’UE27 ha importato e consumato il 36% delle colture e dei prodotti di origine animale associati deforestazione nei paesi di origine. I ministri dell’ambiente europei  si erano impegnati cinque anni fa a fermare la deforestazione globale entro il 2030 e a dimezzare quella delle foreste tropicali nel 2020, rispetto ai livelli del 2008. “Proprio la settimana scorsa è stato raggiunto un accordo politico in Europa e il Settimo Programma di azione sull’ambiente prevede piani per combattere la deforestazione globale. Ogni piano di successo che verrà elaborato, però, deve tendere a eliminare dal mercato prodotti legati alla distruzione delle ultime foreste e sostenere i Paesi in via di sviluppo affinché siano in grado di far fronte a questa minaccia” conclude Campione.