• Articolo Milano, 6 novembre 2012
  • C. Campione: “Speriamo che alle parole seguano presto anche i fatti”

    Deforestazione: Greenpeace la spunta su RCS

  • Dopo il blitz di questa mattina al quartier generale di Milano, il Gruppo editoriale ha promesso l’istituzione di un tavolo tecnico per rendere “amiche delle foreste” tutte le proprie case editrici

(Rinnovabili.it) – “Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione”. È questo lo striscione simbolo del blitz che questa mattina 25 attivisti di Greenpeace hanno condotto a Milano, invadendo la sede di RCS, il colosso italiano dell’editoria accusato di contribuire alla deforestazione delle foreste indonesiane, condannando all’estinzione le ultimi tigri di Sumatra e alcune specie arboree protette, e di essere colluso con aziende produttrici di carta poco sensibili alla tematica. Per l’associazione ambientalista, la deforestazione è una vera e propria epidemia che va debellata con la giusta cura. Giunti al “quartier generale” di RCS in autoambulanza, infatti, gli attivisti, travestiti da tigri e in tenuta da paramedico, sono entrati nei locali nel tentativo di avvicinare Rizzoli e Fabbri per somministrare loro la pillola anti-deforestazione, il Deforestyl Zero, distribuito anche al personale dipendente del Gruppo per una giusta sensibilizzazione sulla questione. Contemporaneo all’azione non violenta di Greenpeace anche il lancio di una petizione sul sito www.deforestazionezero.it, per “fermare il contagio e lottare contro una patologia che causa la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta e contribuisce al cambiamento climatico”.

 

Il blitz è arrivato dopo mesi di silenzio da parte del Gruppo Editoriale, che questa volta però sembra essersi convinto sulla necessità di una sana e imminente guarigione. Grazie alla cura somministrata dall’associazione ambientalista, infatti, i vertici si sono impegnati a organizzare, entro la fine del mese, un tavolo tecnico per implementare un percorso virtuoso capace di rendere tutte le case editrici RCS “amiche delle foreste”. Ottime anche le promesse sull’impiego della carta prodotta da multinazionali controverse, come la APP e la April, chiamate in causa dal rapporto “Favole ammazza foreste”, con cui Greenpeace ha dimostrato l’utilizzo di carta proveniente dalla deforestazione delle foreste indonesiane in alcuni libri per bambini stampati in Cina dal Gruppo; sulla questione, infatti, sono già state prese le dovute misure contrattuali. «La nostra terapia d’urto contro la deforestazione ha funzionato – ha dichiarato la responsabile della campagna Foreste di Greenpeace, Chiara Campione – speriamo che a queste parole molto rassicuranti per le foreste e le ultime tigri di Sumatra seguano presto anche i fatti».