• Articolo Washington D.C., 14 settembre 2018
  • Deforestazione selvaggia: studio rivela dati allarmanti

  • Secondo il Global Forest Watch, la deforestazione a livello globale non si sarebbe affatto arrestata con effetti devastanti sulla biodiversità, il clima e le comunità indigene

deforestazione

Cinque i driver della deforestazione: commercio, silvicultura, shifting cultivation, incendi e urbanizzazione

(Rinnovabili.it) – Migliaia le immagini satellitari analizzate per avere un’idea sul livello di deforestazione in tutto il mondo. Non hanno scoperto nulla di buono gli scienziati del Global Forest Watch che, insieme a The Sustainability Consortium e all’Università del Maryland, hanno condotto uno studio sulla deforestazione utilizzando Google Earth non solo per averne un’idea visiva, ma anche per capirne le cause. La Terra sta perdendo le sue chiome a un ritmo allarmante, con effetti devastanti sulla biodiversità, il clima e le comunità indigene.

 

La raccolta di queste immagini, rilevate tra il 2001 e il 2015, ha portato all’individuazione di 5 cause principali che negli anni hanno aggravato il fenomeno a livello globale. In primis, il disboscamento dovuto alle materie prime (27%): gli alberi vengono abbattuti per far posto ad attività come l’agricoltura, l’estrazione mineraria e la produzione di petrolio e gas, oppure per motivi commerciali, tutte attività responsabili di una media di cinque milioni di ettari di deforestazione all’anno. Altra causa, la silvicoltura (26%), concentrata nelle foreste naturali e nelle piantagioni di alberi del Nord America, Europa, Russia, Cina, Brasile meridionale, Cile, Sudafrica e Australia; nella maggior parte dei casi, si tratta di una deforestazione temporanea legata alla raccolta e alla ricrescita programmata degli alberi per la fornitura di prodotti in legno. Poi c’è la shifting cultivation (24%), una tecnica di agricoltura familiare di sussistenza tipica delle regioni tropicali, dove le comunità locali praticano l’agricoltura tradizionale a turni in cui la terra viene ripulita e bruciata per la coltivazione a breve termine delle colture di sussistenza; dopo la raccolta, la terra viene lasciata per consentire alle foreste di rigenerarsi. L’impatto di questo tipo di deforestazione varia da luogo a luogo e quindi il livello di permanenza associato alla perdita di copertura dell’albero in questi paesaggi è meno semplice da determinare rispetto alla deforestazione guidata dalle merci. Tra le altre cause responsabili della deforestazione, ci sono: gli incendi boschivi (23%), principalmente concentrati nelle foreste settentrionali del Canada e in Russia, alcuni spontanei altri intenzionali, ma spesso estremi ed esacerbati dai cambiamenti climatici, con effetti permanenti sull’habitat naturale, lo stoccaggio del carbonio e sul ciclo naturale del fuoco; e l’urbanizzazione (0,6%), responsabile in minima parte rispetto agli altri quattro driver, ma comunque con conseguenze non solo economiche, ma anche in termini di qualità della vita per milioni di abitanti delle città.

 

Il Global Forest Watch ha anche messo a disposizione degli utenti una mappa interattiva per avere un’idea del fenomeno a livello globale.

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