• Articolo Roma, 24 luglio 2018
  • Dissesto idrogeologico, oltre 7 mln di persone sono in zone a rischio

  • Migliorano il quadro conoscitivo nazionale: i valori più elevati di popolazione a rischio si trovano in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto  e Liguria.

Dissesto idrogeologico

 

Pubblicato il rapporto Dissesto idrogeologico in Italia 2018

(Rinnovabili.it) – L’ISPRA aggiorna la mappa nazionale del dissesto idrogeologico. Grazie nuovi studi di maggior dettaglio, l’Istituto ha potuto ampliare lo sguardo su uno dei fenomeni più radicati nel DNA ambientale dell’Italia. Ma i dati che ne vengono fuori non sono positivi: frane e alluvioni sono una spada di Damocle che pende oggi sul 91 per cento dei comuni italiani e il 16,6 per cento del territorio italiano è classificato ad alto rischio idrogeologico.

La mappatura dei nuovi fenomeni ha permesso di ampliare il quadro conoscitivo rispetto agli anni passati restituendo un quadro complessivo puntuale per i principali indicatori per il dissesto idrogeologico. Complessivamente sono oltre 7 milioni le persone che risiedono in territori vulnerabili, concentratati soprattutto in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria. Di questi, oltre 1 milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata, con ben 550.723 edifici costruiti in queste zone; gli altri 6 milioni vivono in zone a pericolosità idraulica nello scenario medio (ovvero alluvionabili per eventi che si verificano in media ogni 100-200 anni) per un totale di 1 milione di edifici a rischio.

 

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“Il dissesto idrogeologico costituisce un tema di particolare rilevanza per l’Italia a causa degli impatti sulla popolazione, sulle infrastrutture lineari di comunicazione e sul tessuto economico e produttivo”, spiega Alessandro Bratti, Direttore Generale ISPRA. “Il forte incremento delle aree urbanizzate, verificatosi a partire dal secondo dopoguerra, spesso in assenza di una corretta pianificazione territoriale, ha portato a un considerevole aumento degli elementi esposti a frane e alluvioni e quindi del rischio. Le superfici artificiali sono passate infatti dal 2,7per cento negli anni ‘50 al 7,65per cento del 2017”.

Il rapporto fornisce anche una stima delle industrie e dei servizi inclusi nel range di “non sicurezza”: il 12 per cento delle unità locali di imprese con ben 2 milioni di addetti totali, sono esposte a rischio alluvioni, mentre l’1,7 per cento si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata.

 

Scarica qui il report sul dissesto idrogeologico

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