• Articolo Parigi, 28 ottobre 2011
  • Una nuova piattaforma permanente per tenere sotto controllo la temperatura

    EEA, il climate change monitorato dalle vette dei Pirenei

  • Al fine di valutare l’impatto del global warming sulla catena montuosa l’EEA e il CTP hanno dato vita ad un nuovo progetto di condivisione dei dati e del know how

(Rinnovabili.it) – Le regioni montuose europee potrebbero subire più di altre le conseguenze negative del cambiamento climatico. A rivelarlo un’indagine condotta dall’EEA, l’European Environment Agency, nella quale viene annunciato che l’innalzamento della temperatura potrebbe cambiare il volto delle nostre montagne. Diminuendo le precipitazioni nevose si rischia la scarsità d’acqua e la riduzione del turismo sciistico con danni ambientali ed economici. Tra le complicazioni anche la possibilità che numerose specie animali e vegetali non trovando più un habitat idoneo si estinguano.

Al fine di studiare al meglio la situazione dei Pirenei l’EEA, in collaborazione con la Comunità di Lavoro dei Pirenei (CTP-Pyrenees Working Community) ha deciso di procedere insieme unendo le forze per analizzare e contrastare il cambiamento della temperatura e limitare i danni ad esso collegati. Per comprendere al meglio i cambiamenti che stanno avvenendo nell’area il CTP ha quindi dato vita al Pyrenees Climate Change Observatory (OPCC) una piattaforma permanente di monitoraggio attivata per favorire lo scambio di informazioni tra gli scienziati, politici e attori coinvolti nelle dinamiche climatiche dei Pirenei.

“Le temperature aumentano più rapidamente nelle regioni montuose, il che le rende particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici” ha dichiarato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’EEA. “I ghiacciai dei Pirenei si sono ridotti molto negli ultimi 150 anni. L’accordo migliorerà la nostra comprensione di questa regione, aiutando la popolazione locale ad adattarsi ai continui cambiamenti climatici”.

Il contributo dell’Agenzia consisterà nella fornitura, nella raccolta e nel controllo dei dati oltre alla condivisione di tutte le conoscenze al fine di valutare con la massima precisione l’impatto dei cambiamenti di temperatura, la vulnerabilità delle aree e le possibilità di adattamento delle biodiversità anche nella prospettiva di delineare scenari futuri ipotetici per poter preparare le comunità locali alle diverse necessità di adattamento tenendo sempre conto di quanto contenuto nella Convenzione delle Alpi e nella Convenzione dei Carpazi.