• Articolo Copenhagen, 4 febbraio 2013
  • Un rapporto pubblicato dall'Agenzia Europea per l'Ambiente

    EEA: scendono i livelli di ozono, ma l’allarme non cessa

  • Nonostante si siano abbassati i livelli di ozono registrati nell’estate 2012 i monitoraggi evidenziano che tutti gli Stati Membri tranne l’Estonia continuano a superare i livelli raccomandati

(Rinnovabili.it) – Una notizia buona e una cattiva arrivano dall’EEA, l’Agenzia Europea per l’Ambiente. Nonostante siano diminuiti i picchi di ozono registrati nell’estate 2012 i livelli di inquinanti continuano a rimanere troppo elevati. Quasi tutti gli Stati membri, indica il rapporto dell’Agenzia, non hanno saputo rispettare i livelli raccomandati, fissati per tutelare la salute ambientale e umana.

La relazione dell’EEA sul livello al suolo di ozono nell’estate 2012 ha ricordato come la presenza di ozono sia una delle principali cause di malattie all’apparato respiratorio oltre che per la crescita delle piante e per la salute degli animali. A rafforzare la tesi anche la pubblicazione del rapporto dell’OMS, nel quale si dichiara come l’incidenza degli inquinanti sulla salute sia di gran lunga superiore a quanto ritenuto sino ad oggi.

 

Durante l’estate 2012 però il numero dei siti che hanno registrato un superamento della soglia consentita di inquinanti è stato il più basso mai registrato dal 1997, e gli episodi registrati sono risultati di gran lunga più corti degli eventi precedenti con concentrazioni di ozono sicuramente inferiori rispetto agli anni passati.

 

L’unico paese ad aver rispettato i limiti imposti è stato l’Estonia, mentre tutti gli altri hanno registrato il superamento degli LTO, ovvero gli obiettivi a lungo termine fissati per proteggere la salute umana.

Ma cosa ha determinato il calo della concentrazione di inquinanti? Gli esperti ipotizzano sia stato merito delle condizioni atmosferiche. La percentuale di ozono al suolo è infatti determinata da una serie di fattori tra cui il sole e la temperatura che modificano la presenza di inquinanti prodotti dall’attività industriale, dal traffico e dalle attività agricole.

Sappiamo inoltre che l’influenza dell’ozono non si limita ad interferire con gli equilibri del luogo ma che valica i confini modificando le condizioni di luoghi lontani ed è questa una delle ragioni principali che sta spingendo nuovamente a riflettere e a chiedere l’intervento immediato dei governi per garantire al pianeta politiche ambientali che ne tutelino gli equilibri.