• Articolo Nairobi, 31 ottobre 2017
  • Emission Gap report: sul clima siamo totalmente fuori strada

  • L’UNEP avverte: gli attuali impegni climatici, anche se rispettati alla lettera, faranno crescere la temperatura di 3° C entro la fine del secolo

emission gap

 

 

Pubblicato il nuovo Emission Gap report dell’ONU

“Ad un anno dall’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi, ci troviamo ancora in una situazione in cui non stiamo facendo abbastanza per salvare centinaia di milioni di persone da un futuro misero”. Erik Solheim, responsabile del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) presenta con un certo sconforto il nuovo Emission Gap report, la relazione annuale in cui si mettono a confronto gli impegni climatici nazionali e i trend globali delle emissioni. Il quadro che viene fuori da questa ottava edizione, mostra una strategia climatica globale assolutamente divergente dagli obiettivi fissati dalla COP 21 nel Paris Agreement, ossia contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2°C, puntando se possibile ad un obiettivo di soli 1,5° C.

 

Il consesso scientifico ha spiegato come mancare questi target (si caldeggia soprattutto l’obiettivo di +1,5°C) significherebbe andare incontro a danni climatici ingenti a livello sanitario, ambientale ed economico. E come dimostrano gli ultimi stravolgimenti meteorologici, nessuno sarebbe al sicuro.

 

Eppure il Pianeta non potrebbe essere più lontano di così dalla meta. Gli impegni (INDC e NDC) presi dai Paesi firmatari dell’Accordo sul clima, permetterebbero di raggiungere solo un terzo della riduzione delle emissioni richiesta dagli scienziati e dall’Onu per il 2030.

Il nuovo Emission Gap report rivela come la quantità di CO2 emessa annualmente a livello globale sia rimasta stabile dal 2014, in parte merito dei nuovi piani energetici di India e Cina, che stanno progressivamente facendo delle energie rinnovabili l’asset energetico principale. L’equilibrio raggiunto ha fatto sperare che le emissioni avessero raggiunto il picco. Nulla di più sbagliato: gli altri gas serra continuano ad aumentare e la nuova spinta economica mondiale potrebbe riportare l’anidride carbonica di nuovo su una traiettoria in salita.

 

Se nulla dovesse cambiare, ci ritroveremo al 2030 con un totale di emissioni pari a 53-55 Gtonnellate di CO2 equivalente, a seconda che i Paesi implementino il loro INDC o l’NDC, rispettivamente contributo nazionale indeterminato e contributo nazionale determinato. La differenza tra i due si gioca tutta sul livello di ambizione mostrato (vago nel primo caso, preciso nel secondo) e sulle misure climatiche messe nere su bianco dalla Nazione.

 Tuttavia a prescindere dall’impegno profuso, a fine del prossimo decennio avremmo 17-19 Gtonnellate di CO2 equivalente di troppo rispetto all’obiettivo climatico ritenuto più sicuro (+1,5°C per 36 GtCO2e di emissioni totali ).

 

“Questo è inaccettabile – commenta Solheim – Se investiamo nelle tecnologie giuste, assicurando anche il coinvolgimento del settore privato, possiamo ancora soddisfare le promesse fatte ai nostri figli e proteggere il loro futuro. Ma dobbiamo dedicarci al problema ora”.

 

Emission Gap report: Come evitare la catastrofe climatica

L’Unep non si limita a tirare le orecchie ai grandi del Pianeta per la lentezza dei progressi, ma presenta anche alcuni suggerimenti per assicurare il raggiungimento dei target del Paris Agreement. I principali passi sono:

 

  1. Evitare nuove centrali elettriche a carbone e accelerare la graduale eliminazione degli impianti esistenti, garantendo un’attenta gestione di questioni quali l’occupazione, gli interessi degli investitori e la stabilità della rete. Attualmente sono attive nel mondo circa 6.683 impianti a carbone, con una capacità combinata di 1.964 GW. Far sì che lavorino sino all’ultimo giorno della loro vita, significherebbe immettere nell’atmosfera 190 Gt di CO2

  2. Promuovere la rimozione della CO2 atmosferica attraverso operazioni di piantumazione, rimboschimento, gestione forestale, ripristino delle terre degradate e aumento del sequestro del carbonio del suolo.
  3. Aumentare gli investimenti tecnologici in settori quali agricoltura, edilizia, energia, silvicoltura, industria e trasporti. Con un costo dell’investimento di 100 dollari per tonnellata di CO2 evitata o anche meno, si potrebbero risparmiare fino a 36 Gt di CO2 eq. l’anno entro il 2030.

Un Commento

  1. Luigi Antonio Pezone
    Posted novembre 7, 2017 at 10:52 am

    IL VERO PROBLEMA MONDIALE NON È L’ASSENZA DI ENERGIA PULITA, MA LA CLASSE DIRIGENTE CHE NON L’ACCETTA.
    Il vero problema mondiale non è l’assenza di energia pulita, che è stata finalmente individuata, but the managing class who does not accept it because it is not the energy he had hoped for. “L’energia interattiva idroelettrica pressurizzata” non ha formule segrete, è alla portata di tutte le piccole e medie imprese, protegge l’ambiente dissolvendo ossigeno nell’acqua inquinata grazie all’amico Henry. Non emette un grammo di polvere sottile o di CO2, grazie all’amico Torricelli ed è più potente dell’energia termica grazie all’amico Pascal. Per la classe dirigente mondiale ha molti difetti perché rompe gli equilibri economici potendo essere prodotta dappertutto con bassissimi costi anche sui mezzi di trasporto. Quindi, non servono le grandi centrali termiche, i grandi depuratori, le grandi opere idrauliche, i grandi sollevamenti, i grandi motori, le grandi turbine, le grandi reti di distribuzione elettrica, le grandi autostrade, le grandi ferrovie. Sulle grandi distanze converrà viaggiare per via aerea e navale, consumando solo l’usura di macchine elettriche: elettropompe, turbine, alternatori, compressori, turboventilatori e qualche batteria per lo spunto iniziale alla partenza. Infatti, il sistema produttore di energia recupera l’acqua che esce da una turbina per mezzo di una “Pompa modificata, con la doppia alimentazione separata fino alla girante”, la quale usa la stessa girante che ricicla anche l’acqua all’interno del volume accumulato pressurizzato da Pascal. Pertanto, nel serbatoio pressurizzato, abbiamo un eccesso di portata espulso per l’impenetrabilità dei corpi con l’energia di Torricelli che si accorge che il volume è già pieno, alimentando di nuovo la turbina. Di questo continuo litigio tra Pascal che fa entrare l’acqua nel serbatoio pressurizzato e Torricelli che la espelle, ne approfitta Henry per rubare l’ossigeno dell’aria compressa solubilizzandolo nell’acqua che attraversa il serbatoio pressurizzato. Pertanto, più energia produciamo, più depuriamo l’acqua. Inoltre, se consideriamo, che la potenza prodotta da un motore o una turbina dipende dalla pressione, la portata e la densità del fluido di passaggio, ci accorgiamo che non conviene produrre la pressione per mezzo del calore e utilizzare l’aria come fluido. Infatti, la pressione prodotta bruciando un combustibile produce dei gas la cui densità è quasi mille volte inferire all’acqua, mentre la pressione al massimo può arrivare a 40 bar, mentre l’aria compressa può arrivare anche migliaia di bar? Quindi, il motore idroelettrico compresso, è molto più economico e potente di quello termico, ma anche più semplice da costruire e gestire: sfrutta la pressione dell’aria staticamente, mentre al di sotto circola l’acqua incomprimibile a senso unico che alimenta la turbina. Poiché l’energia termica non può competere nemmeno dal punto di vista economico, solo l’ignoranza della politica e l’omertà della scienza ne consente ancora la sopravvivenza. Se fosse possibile, si dovrebbero dimettere anche i politici gli scienziati e gli economisti del passato. Cosa aspettano a farlo quelli attuali? O almeno rinsavire, chiedere scusa al popolo che ha avuto fiducia in loro? Invece, tutto tace, la classe dirigente mondiale politica, scientifica economica, nel settore dell’ambiente e dell’energia, continua a fare i danni che ha sempre fatto, ai quali ha aggiunto, motori ibridi ed energie rinnovabili, ingombranti, discontinue, con bassi rendimenti e non interattive. L’unica energia di cui non si parla è proprio l’unica che varrebbe la pena di produrre, con l’aiuto dei principi di Pascal, Torricelli ed Henry che sono stati ideati prima dell’era industriale. Cosa ci voleva a mettere insieme tali principi razionalmente, progettando le macchine e i collegamenti adatti, oggi che abbiamo le tecnologie a disposizione evitando di riscaldare il pianeta? Cosa ci vuole ad ammettere gli errori? Essere in tanti a sbagliare non è una scusante, ma un’aggravante. Non rispondere, non accettare il confronto, fare leggi ingiuste nei confronti degli inventori privati, non finanziando le loro invenzioni e non riconoscendo loro I diritti di autore, è ancora più grave.
    THE REAL WORLD PROBLEM IS NOT THE ABSENCE OF CLEAN ENERGY, BUT THE MANAGING CLASS THAT DOES NOT ACCEPT IT.
    The real world problem is not the absence of clean energy, that was finally found, but the rebuilding of the entire worldly development to be coherent with this energy, which is not the one in which the managing world class had hoped: “Hydro-electric interactive pressurized energy”, which has no secret formulas, is within reach of all small and medium-sized businesses but protects the environment by dissolving oxygen in polluted water thanks to friend Henry. It does not emit a gram of fine dust or of CO2, thanks to his friend Torricelli and he is more powerful than thermal energy thanks to his friend Pascal. For the world’s ruling class there are many flaws because it breaks the economic equilibrium that can be produced everywhere with very low costs also on means of transport. Hence, the big thermal power plants, the big purifiers, the big hydraulic works, the big lift, the big engines, the big turbines, the big electric power grids, the big freeways, the big railways are not needed. On large distances, it is advisable to travel by air and naval, consuming only the wear of electric machines: electric pumps, turbines, alternators, compressors, turbofans and some battery for the initial start-up. In fact, the power system recovers the water that comes out of a turbine by means of a “modified pump, with double power to the impeller”, which uses the same impeller that also recycles the water inside the volume accumulated pressurized by Pascal. Therefore, in the pressurized tank, we have an excess of expulsion flow for the body’s impenetrability with Torricelli’s energy that he realizes that the volume is already full, feeding the turbine again. Of this ongoing quarrel between Pascal that enters the water into the pressurized tank and Torricelli that expels it, Henry took advantage by stealing oxygen from the compressed air solubilizing it in the water that through the pressurized tank. Therefore, the more energy we produce, the more water we purify. Also, if we consider that the power produced by an engine or turbine depends on the pressure, flow rate and flow rate density, we realize that it is not advisable to produce heat pressure and use air as a fluid. In fact, the pressure produced by burning a fuel produces gas whose density is almost a thousand times inferior to water, while the maximum pressure can reach 40 bar, while compressed air can also reach thousands of bars? Thus, the compressed hydroelectric motor is much cheaper and more powerful than the thermal one, but also easier to build and maintain: it uses static air pressure, while underwater circulates uncompressed water that feeds the turbine. Since the thermal energy cannot compete even from an economic point of view, only the ignorance of politics and the silence of science are still allowed to survive. If possible, the politicians and scientists and economists of the past should also be dismissed. What are the current ones waiting for? Or at least repent, apologize to the people who trusted in them? Instead, everything is silent, the world’s leading political, economical, environmental and energy class continues to do the damage he has always done, to which he added, hybrid and renewable, bulky, discontinuous, low returns and not interactive. The only energy we are not talking about is the only one that would be worth producing, with the help of the principles of Pascal, Torricelli and Henry that were conceived before the industrial era. What was it that wanted to put together those principles rationally, designing the machines and the right connections, today that we have the technologies available while avoiding heating the planet? What do you want to admit mistakes? Being so many to err is not an excuse but an aggravating circumstance. Do not respond, do not accept comparison, make unjust laws against private inventors, not financing their inventions and not recognizing them copyright is even more serious.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *