• Articolo Bruxelles, 14 ottobre 2015
  • La denuncia di Transport & Environment

    Emissioni dell’aviazione: l’elefante nella stanza della COP 21

  • Nella bozza di accordo non sono nemmeno prese in considerazione, ma le emissioni del trasporto aereo cresceranno del 300% entro il 2050

Emissioni dell'aviazione l'elefante nella stanza della COP 21

 

(Rinnovabili.it) – Il settore del trasporto aereo è il vero elefante nella stanza della COP 21. Ne sono convinti gli attivisti di Transport & Environment, l’ONG che ha per prima sollevato preoccupazioni in merito alla reale attendibilità dei test sulle emissioni. Nonostante i rappresentati dell’industria dichiarino progressi impressionanti verso un’aviazione sostenibile, l’organizzazione si dichiara piuttosto scettica. Secondo il responsabile del trasporto aereo presso il T&E, Bill Hemmings, il comparto ormai copre il 5% delle emissioni globali, una cifra allarmante per un’industria che si è sviluppata seriamente a partire dagli anni ’70. Le stime della stessa ICAO, l’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale, dicono che le emissioni del settore sono destinate a crescere del 250-300% al 2050. Nel frattempo, il mondo dovrebbe tagliare la sua CO2 complessiva del 5% l’anno se ha intenzione di mantenere l’aumento delle temperature globali sotto il livello di guardia dei 2 °C entro fine secolo.

 

Emissioni dell'aviazione l'elefante nella stanza della COP 21 2Ma l’aviazione non sembra intenzionata a contribuire agli impegni per arginare il riscaldamento globale, né nella bozza di accordo sul clima diffusa dall’ONU si prende in considerazione un suo contributo. Il gruppo consultivo dell’ICAO sull’ambiente (Environmental Advisory Group – EAG), composto da un gruppo di Stati che vigilano sull’attuazione delle misure climatiche, resta chiuso al contributo della società civile. Transport & Environment denuncia la segretezza con cui opera il gruppo, che tuttavia ha riservato un posto a tavola alla International Air Transport Association, la lobby dell’industria.

«Nessuna sorpresa allora – punta il dito Bill Hemmings – per il fatto che le compensazioni del carbonio, che hanno un costo vicino allo zero, siano l’unica misura sul tavolo. La riduzione delle emissioni deve essere una priorità assoluta dell’ICAO, ma sia i produttori di velivoli che le compagnie aeree stanno facendo tutto il possibile a livello tecnico e politico per assicurare che gli standard siano annacquati».

 

Come affrontare seriamente la questione? Il T&E ha una serie di proposte concrete, tra cui lo stop all’esenzione dalle tasse sul carburante di cui le compagnie aeree internazionali godono in tutto il mondo. «È un totale anacronismo in un mondo in de carbonizzazione – dichiara Hemmings – Seondo i nostri calcoli, l’esenzione è pari a un sussidio annuo di 6 miliardi di euro per questi sistemi di trasporto ad alta intensità carbonica. In confronto, la misura di compensazione del carbonio che l’ICAO sta sviluppando con l’aiuto dell’industria avrà un costo tra i 2 e i 5 miliardi l’anno. Un buon affare per loro».

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