• Articolo Marrakesh, 14 novembre 2016
  • Il report di Global Carbon Budget

    Le emissioni di CO2 globali non scendono: bisogna invertire la rotta

  • Per il terzo anno di fila le emissioni di CO2 globali restano stabili, ma abbiamo già usato più di 2/3 della quota di emissioni disponibili per tenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C

Le emissioni di CO2 globali non scendono: bisogna invertire la rotta

 

(Rinnovabili.it) – Le emissioni di CO2 globali causate dai combustibili fossili e dall’industria restano sostanzialmente stabili per il terzo anno di fila. Nel 2015 si sono assestate a 36,3 gigatonnellate, mentre le proiezioni per l’anno in corso prevedono un aumento, benché modesto, dello 0,2%. Malgrado il segno positivo, l’incremento è ben distante dal ritmo incalzante del +3% che ha caratterizzato il primo decennio del nuovo millennio. Ma non è comunque una buona notizia per il clima.

I dati sono elaborati nell’ultimo rapporto di Global Carbon Budget, presentato stamattina alla COP22 di Marrakesh. Numeri che sono di “grande aiuto” per il contenimento del riscaldamento globale, scrivono gli scienziati climatici. “Ma è davvero troppo presto per dire che abbiamo raggiunto il picco di emissioni di CO2”, ha affermato Glen Peters del Centro per il clima internazionale e la ricerca ambientale di Oslo, co-autore dello studio.

 

Le emissioni di CO2 globali non scendono: bisogna invertire la rottaLa situazione fotografata dal report ha più ombre che luci. Da un lato si registra un “mancato aumento” guidato soprattutto dalla Cina, che ha ridotto l’uso di carbone. Ma la politica energetica di Pechino è tutt’altro che lineare, nonostante la ratifica dell’Accordo di Parigi, visto che un piano per il phase out delle fonti fossili più inquinanti è ancora tutto da scrivere e sono invece in programma nuove centrali a carbone. Anche gli Usa hanno contribuito con una flessione del 2,6% nel 2015 (per il 2017 si prevede una ulteriore diminuzione dell’1,7%).

Dall’altro lato, una CO2 stabile non è abbastanza per rispettare gli obiettivi globali sul clima. Secondo i calcoli di Global Carbon Budget bisogna scendere di almeno lo 0,9% entro il 2030. Altro aspetto che smorza qualsiasi precoce ottimismo è la concentrazione di CO2 in atmosfera: i livelli sono aumentati, l’anno scorso hanno segnato il record a 23 gigatonnellate che quest’anno dovrebbero salire a 25.

“Abbiamo già usato più di due terzi della quota di emissioni disponibili per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C – si legge nel report con riferimento agli obiettivi fissati a Parigi – La quota rimanente sarà bruciata in meno di 30 anni ai livelli correnti di emissioni”. Dal 1870 a oggi l’uomo ha prodotto 2,075 Gt di CO2, di cui 40 soltanto nel 2016.

Un Commento

  1. Luca
    Posted novembre 26, 2016 at 5:43 pm

    A mio parere la prima foto é da cambiare: non sono le emissioni di vapore acque provocate dalle torri di raffreddamento che sono climalteranti (non sono nulla rispetto al ciclo idrogeologico!), ma sono le emissioni di inquinanti ad azione globale (primo tra tutti biossido di carbonio) e locale (particolato, NOx;SOx, ecc) che escono da ciminiere e camini ad essere realmente dannose per il clima, per gli animali e per i vegetali!!!!!!!!!!!!!
    Infatti le torri evaporative sono anche presenti negli impianti geotermoelettrici, negli impianti solari termodinamici, negli impianti a biomasse (dove dovrebbero essere sostituite dal teleriscaldamento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) e ovunque si deve raffreddare un liquido si senza che con cicli frigoriferi.

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