• Articolo Washington, 20 febbraio 2017
  • La nuova guida dell’Epa vuole smontare le politiche sul clima degli Usa

  • Scott Pruitt, confermato venerdì a guida dell’Agenzia per la protezione ambientale americana, vuole cancellare il Clean Power Plan di Obama e la Waters of the United States Rule

 La nuova guida dell'Epa vuole smontare le politiche sul clima degli Usa

 

(Rinnovabili.it) – Cancellare le leggi volute da Obama e restringere di molto il ruolo dell’Epa. Sono questi i primi passi che la nuova guida dell’Agenzia per la protezione ambientale, Scott Pruitt, ha annunciato di voler compiere in un’intervista al Wall Street Journal. Nulla di sorprendente, visto che durante la lunga campagna elettorale il team di transizione di Donald Trump non aveva certo fatto mistero di voler svuotare di poteri l’Epa.

Pruitt ha rilasciato l’intervista poche ore dopo aver ricevuto il via libera all’insediamento dal Senato americano. Una conferma che appariva tutt’altro che scontata, visto che Pruitt, ex procuratore generale dell’Oklahoma, era nell’agguerrita pattuglia di repubblicani che per anni avevano citato in giudizio l’Agenzia cercando di bloccarne i lavori. Molti senatori non lo ritenevano adatto a ricoprire il nuovo ruolo, ma alla fine hanno votato 52 contro 46 in suo favore.

Tra le priorità di Pruitt c’è la cancellazione di due pilastri legislativi dell’èra Obama: il Clean Power Plan e il Waters of the United States Rule. Il primo è il provvedimento su cui è incardinato il grosso della politica ambientale degli Usa. Dal Clean Power Plan dipendono gli obiettivi sul clima sottoscritti da Washington con l’Accordo di Parigi, quindi l’autorità dell’Agenzia sulle emissioni di gas serra, e la spinta sulle rinnovabili. Il secondo provvedimento invece è una specificazione del ruolo dell’Epa riguardo al Clean Water Act, che fissa gli obiettivi sull’inquinamento delle acque e i regolamenti per le industrie sull’uso di alcune sostanze tossiche e inquinanti.

 

Le due leggi sono di fatto l’ossatura dell’Epa, visto che le assegnano il ruolo di stendere le linee guida e i regolamenti a livello federale, oltre a chiedere costanti aggiornamenti che tengano conto dei nuovi studi scientifici pubblicati. Scardinarle, quindi, equivale a rendere l’Epa del tutto impotente. Ed è esattamente quello che Pruitt ha ammesso di voler fare.

Oltre a indebolire le leggi volute da Obama, Pruitt può agire in molti altri modi sull’Epa. Può bloccare la pubblicazione di nuovi regolamenti, permettere meno investigazioni sulle industrie e sui casi di inquinamento sospetti, lasciare più decisioni ai singoli stati, accettare di buon grado un taglio al budget dell’Agenzia, modificare il modo in cui l’Epa usa la scienza gestendo i partecipanti del consiglio scientifico e stabilendo quanto i loro pareri siano vincolanti.

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