• Articolo Città del Messico, 22 aprile 2016
  • Esplosione petrolchimico in Messico: si aggrava il bilancio

  • E’ salito a 24 il numero di vittime dell’esplosione avvenuta mercoledì nell’impianto petrolchimico della Pemex. Ma l’incidente è solo l’ultimo di una lunga lista di disastri che hanno coinvolto il gigante petrolifero statale

Esplosione petrolchimico in Messico: si aggrava il bilancio

 

(Rinnovabili.it) – Un fumo nero e denso ha coperto rapidamente ogni cosa, seguito a pochi secondi di distanza dalla deflagrazione. Le immagini di ciò che è avvenuto lo scorso mercoledì nel sito petrolchimico della Pemex, nella costa sud del Golfo del Messico, parlano da sole. Intorno alle 15.30 locali, le 22.30 in Italia, un’esplosione ha investito l’impianto della compagnia petrolifera statale, lasciando dietro sé un numero crescente di vittime e feriti: il bilancio è arrivato a 24 decessi, 136 feriti – 13 dei quali in modo grave – e 21 dispersi.

 

I pompieri, assistiti da personale militare, sono riusciti a controllare le fiamme in poche ore ma l’esplosione e il successivo incendio avrebbero provocato danni in un raggio di 5 km.

A ciò si è aggiunto un ulteriore aggravante: la spessa nube tossica sprigionata dalle fiamme sta ricoprendo il sito e le aree circostanti, costringendo oltre 2mila persone ad abbandonare le proprie abitazioni.

 

 

Fumi tossici ed effetti sulla salute

Nel complesso della Pemex sono prodotte circa 900 tonnellate al giorno di cloruro di vinile, monomero derivato dal petrolio da cui si ricava il più celebre PVC. Si tratta di un composto tossico a lungo termine, i cui vapori (in questo caso sprigionati a seguito dell’incendio) possono produrre mal di testa, stordimento, perdita di coordinazione dei movimenti, disturbi della percezione visiva ed uditiva, e nei casi più gravi allucinazioni, perdita di coscienza, paralisi e morte per crisi respiratoria.

 

Si cercano ancora  (AP Photo/Felix Marquez)

Si cercano ancora 21 dispersi (AP Photo/Felix Marquez)

 

La lunga lista di incidenti 

L’esplosione è avvenuta in uno degli impianti di clorazione della struttura ma le informazioni riportate dall’azienda sono ancora poche e frammentarie. La causa dell’incidente non è ancora stata rivelata e c’è chi ha avanzato l’ipotesi – velocemente smentita dalla compagnia – che possa esser stato un atto di auto sabotaggio legato agli attuali problemi economici della Pemex. E per la compagnia si tratta solo dell’ultimo di una lunga lista di disastri

Nel mese di febbraio, un incendio ha ucciso un lavoratore nello stesso impianto; ad aprile dello scorso anno quattro persone sono morte e 16 sono rimaste ferite a causa alle fiamme divampate dopo l’esplosione avvenuta sulla sua piattaforma petrolifera Abkatun e nel 2012 un incendio in un impianto di gas naturale nel nord del Messico ha provocato oltre 30 morti.

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