• Articolo Bruxelles, 14 marzo 2018
  • L’est Europa si intossica con i veicoli diesel che l’ovest elimina

  • Mentre le città nordoccidentali del continente cominciano a vietare gli inquinanti veicoli diesel, si crea un mercato dell’usato nell’Europa orientale

veicoli diesel

 

L’Europa rischia di spaccarsi su veicoli diesel e qualità dell’aria

 

(Rinnovabili.it) – Nove veicoli diesel su 10 di classe Euro 6 non rispettano i limiti di emissione europei. Per questo restano esclusi dalle zone a basse emissioni (LEZ) o vengono compresi nei divieti per le auto più inquinanti fissati da alcune città del vecchio continente. Lo rivela un nuovo briefing di Transport & Environment, ONG focalizzata sull’analisi e la pressione politica per una mobilità sostenibile. Questi veicoli superano ancora il limite di ossidi di azoto (NOx) di 4 o 5 volte, con alcuni modelli che sforano anche di 10 volte i tetti europei alle emissioni. Si tratta, in particolare, di alcuni modelli venduti da Renault, Fiat e Opel.

Oggi – spiega Transport&Environment, sono circa 40 milioni le auto e i furgoni diesel pesantemente inquinanti sulle strade europee. Le autorità nazionali che si occupano dell’omologazione non si sforzano di costringere i costruttori automobilistici a ritirarli e aggiornarli, come accaduto negli Stati Uniti dopo il dieselgate. Così, se le case produttrici rifiutano di ripulire i diesel più sporchi, le città che negli ultimi dieci anni hanno violato ripetutamente i limiti UE per l’inquinamento atmosferico non hanno altra scelta al di fuori dei divieti di circolazione per proteggere la salute pubblica ed evitare le 68 mila morti premature annue stimate dall’Agenzia europea dell’ambiente (EEA).

 

>> Leggi anche: Sentenza storica in Germania contro i veicoli diesel <<

 

Mentre alcune città pioniere cominciano a porre restrizioni al traffico veicolare, i paesi dell’Europa centrale e orientale sono indietro. Le auto che circolano sulle loro strade sono spesso mezzi di seconda mano importati dagli stati che le mandano fuori mercato. Il pericolo, dunque, secondo la ONG, è che milioni di veicoli gravemente inquinanti abbandonati dai cittadini dell’Europa nordoccidentale finiscano in città come Varsavia, Praga e Sofia, che non sembrano intenzionate a porre un tetto all’inquinamento. Si creerebbe così un’Europa di serie A e una di serie B sulla qualità dell’aria, fatto che Transport&Environment considera inaccettabile. Secondo la responsabile veicoli puliti, Julia Poliscanova, “Esiste il rischio che le città dell’Europa centrale e orientale siano invase da diesel costosi e sporchi che gli europei occidentali non possono più guidare dove vogliono. La Commissione europea dovrebbe valutare quali misure possono essere messe in atto per garantire che tutte le autovetture importate di seconda mano siano state riparate o aggiornate per quanto riguarda i sistemi di trattamento dei gas di scarico. Tutti gli europei hanno lo stesso diritto all’aria pulita e una soluzione comune è necessaria”.

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