• Articolo Bruxelles, 25 gennaio 2013
  • I recenti sviluppi del mercato europeo del carbonio

    ETS: Hedegaard, i governi sostengano la Commissione

  • Il Commissario UE dell’Azione per il clima invita l’Europarlamento e i Ventisette a sostenere la proposta di ritardare la messa all’asta di 900 milioni di quote

(Rinnovabili.it) – “In una giornata in cui il prezzo del carbonio è finito  sotto i 3 euro, deve essere chiaro a tutti che l’allarme della Commissione europea sulla flessione drastica che avrebbe potuto registrare l’ETS non era un avviso infondato, ma rappresentava una possibilità reale”. Così il Commissario per l’azione climatica Connie Hedegaard, commenta gli ultimi sviluppi del mercato del carbonio europeo. I prezzi in picchiata delle quote di carbonio, causate dal surplus degli stessi crediti di CO2, hanno spinto l’esecutivo a riflettere e ad elaborare una nuova strategia per la prossima fase del marcato, rivedendo il calendario delle aste. Ma Bruxelles vuole che a riflettere siano soprattutto i player del sistema, e in particolar modo quanti si sono dimostrati apertamente contrari alla proposta della Commissione di ritardare la messa all’asta di 900 milioni di quote nel corso della fase che inizia quest’anno.

 

“Non è ora il momento di far passare la proposta della Commissione in sordina. Al contrario, questo dovrebbe rappresentare l’ultimo campanello d’allarme sia per i governi che per il Parlamento europeo. Pochi non riconoscerebbero al sistema ETS – un mercato basato su cap e sistemi commerciali – d’essere lo strumento più conveniente per la politica sul clima dell’UE. In caso di dubbio guardiamo a tutte le grandi economie che stanno seguendo il nostro esempio stabilendo simili sistemi: Australia, Corea, California, Cina …”. Ricordando la proposta inviata da Bruxelles per risanare il mercato, la Hedegaard fa quindi appello agli Stati membri e al Parlamento europeo affinché agiscano in maniera responsabile sostenendo la posticipazione delle aste. “L’alternativa è una ri-nazionalizzazione degli strumenti climatici ovvero un futuro mosaico di 27 diversi sistemi e imposte invece di un unico mercato in grado di creare una condizione di parità all’interno dei confini europei”.