• Articolo Bruxelles, 27 giugno 2012
  • In linea con la Direttiva UE, 371 mln di euro all’Estonia, 194 a Cipro

    EU: quote di emissione gratuite a Cipro ed Estonia

  • La Commissione Europea ha autorizzato l’assegnazione gratuita di quote di emissione ai due Paesi per migliorare la produzione di energia e il mix energetico, senza intaccare la concorrenza

(Rinnovabili.it) – Sì all’assegnazione gratuita di quote di emissione di gas serra a Cipro e in Estonia, a patto che i due Paesi procedano all’ammodernamento degli impianti per la generazione di energia elettrica senza distorcere la concorrenza nel mercato interno. Lo ha stabilito la Commissione Europea che, seguendo quanto previsto dall’art. 10 della Direttiva UE sull’Emission Trading (direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva 2009/29/CE), ha stanziato una serie di fondi che entrambi i governi dovranno impiegare per migliorare il sistema energetico, potenziando le infrastrutture, introducendo tecnologie pulite e diversificando il mix energetico.

In particolare, il valore di mercato totale delle quote di emissione gratuite previste dal Piano Nazionale estone ammonta a 371.000.000 di euro, grazie a i quali il Paese potrà investire nelle rinnovabili e raggiungere un mix energetico più vario; novità anche per le quote di mercato assegnate a vari operatori, che fino al 2018 saranno limitate al 40% per favorire la liberalizzazione dei mercati dell’energia estoni e stimolare la concorrenza. Centonovantaquattro milioni di euro, invece, il valore di mercato delle quote di emissione annunciate nel Piano Nazionale cipriota, anche in questo caso utilizzate a favore di un migliore mix energetico e della modernizzazione delle installazioni necessarie all’utilizzo del gas naturale, non appena questo sarà disponibile sull’isola. Il Piano cipriota e quello estone piacciono anche al Vice Presidente della Commissione responsabile delle politiche sulla concorrenza, Joaquìn Almunia. «Gli Stati membri – ha detto – potranno diversificare le loro fonti di produzioni e ridurre le emissioni di gas serra senza falsare la concorrenza nel mercato interno».