• Articolo Strasburgo, 7 febbraio 2018
  • L’Europarlamento chiede la moratoria sulle miniere sottomarine

  • Finché gli impatti ambientali sui fondali oceanici non saranno noti, gli eurodeputati chiedono di impedire l’apertura delle miniere sottomarine

miniere sottomarine

 

Niente licenze per miniere sottomarine prima di conoscere gli impatti

 

(Rinnovabili.it) – Il Parlamento Europeo ha chiesto una moratoria sulle miniere sottomarine, con una importante risoluzione passata praticamente sotto silenzio. Il voto dell’Eurocamera arriva mentre L’International Seabed Authority (ISA) si sta occupando di redigere i regolamenti per governare l’estrazione mineraria dai fondali oceanici (Deep Sea Mining). L’organo intergovernativo fondato nel ’94, con sede in Giamaica, ha la potestà sulle acque extraterritoriali, e quest’anno dovrebbe pubblicare le linee guida per le attività minerarie in mare aperto. Ma la risoluzione del Parlamento Europeo riapre un dibattito che vede contrapposti gli ambientalisti alle grandi aziende interessate all’estrazione di minerali preziosi per la crescente domanda di dispositivi elettronici. Fino a che non saranno compresi a fondo gli impatti ambientali sui fondali marini, Strasburgo chiede che nessuna licenza venga rilasciata alle aziende.

Gli studi condotti finora sono ancora pochi e poco estesi, ma spesso concordano nel dire che gli impatti ambientali del deep sea mining potrebbero essere praticamente irreversibili. A grandi profondità, infatti, gli ecosistemi hanno un bassissimo livello di resilienza.

 

>> Leggi anche: Deep Sea Mining, i rischi delle miniere a mare aperto <<

 

Gli eurodeputati chiedono alla Commissione Europea di persuadere gli stati membri a smettere di supportare le attività estrattive, anche nelle acque territoriali, e di «sostenere invece una moratoria internazionale sulle licenze commerciali di sfruttamento minerario in acque profonde fino al momento in cui gli effetti dell’estrazione di acque profonde sull’ambiente marino, sulla biodiversità e sulle attività umane in mare saranno stati studiati e studiati a sufficienza e tutti i possibili rischi compresi».

L’International Seabed Authority è composta da 168 stati membri, che rilasciano licenze a società e compagnie statali per l’esplorazione e l’eventuale estrazione dei fondali marini. L’ ISA sta attualmente sviluppando regolamenti che consentirebbero l’estrazione dal mare profondo di giacimenti minerari ricchi di manganese, nichel, ferro, cobalto e elementi rari fondamentali nella produzione di oggetti di largo consumo, dagli smartphone ai pannelli solari fino alle batterie.

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