• Articolo Roma, 4 marzo 2016
  • Lettera di 32 associazioni italiane ai parlamentari europei

    L’Europarlamento dica stop al glifosato

  • Lunedì prossimo l’Europa potrebbe ipotecare il rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato. Eppure per l’OMS è un erbicida cancerogeno

L'Europarlamento dica stop al glifosato

 

(Rinnovabili.it) – Caro onorevole, datti una mossa o avremo glifosato nei campi e nei piatti per altri 15 anni. Più o meno è questo il senso della lettera inviata dal Tavolo delle associazioni ambientaliste e per l’agricoltura biologica a tutti gli europarlamentari italiani, cui le 32 organizzazioni chiedono «una attenta verifica sulle metodologie adottate dall’EFSA per valutare la pericolosità del glifosato per l’ambiente ed i suoi possibili effetti negativi sulla salute umana».

È l’estremo tentativo di evitare che questa sostanza, principio attivo di numerosi erbicidi spruzzati sui campi di tutto il mondo, venga nuovamente autorizzata sul suolo europeo. Potrebbe accadere lunedì prossimo, al più tardi martedì, quando un gruppo di esperti selezionati dagli Stati membri (il cosiddetto Comitato fitosanitario permanente) farà la sua scelta, condizionando la decisione della Commissione europea. Nonostante la IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, abbia inserito il glifosato nella lista dei probabili cancerogeni per l’uomo, l’UE sembra intenzionata a rinnovare l’autorizzazione al commercio e all’utilizzo. Perché?

 

I conflitti di interesse degli scienziati pro glifosato

I nomi degli esperti favorevoli al glifosato restano segreti 3Il motivo è che l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, l’EFSA, ha dato un parere opposto a quello della IARC, aprendo una delle più larghe ferite che hanno lacerato il mondo della scienza negli ultimi anni. Sulle valutazioni dell’EFSA e del Comitato fitosanitario permanente (la cui composizione è ignota), si basano le decisioni dell’esecutivo comunitario, anche in un caso come questo. Anche se gli esperti dell’Agenzia sono da anni sommersi dalle critiche della società civile e di numerosi gruppi scientifici. Una recente analisi del Corporate Europe Observatory ha  rilevato che nell’EFSA, il 59% dei membri dei panel scientifici ha legami diretti o indiretti con l’industria agroalimentare, in palese conflitto di interessi (leggi qui per approfondire).

Il parere positivo sul glifosato del 12 novembre 2015, inoltre, si è basato su ricerche effettuate dall’industria chimica, che non sono mai arrivate al pubblico perché coperte da segreto commerciale. In pratica, la Commissione europea pare propensa a consentire l’uso del glifosato basandosi sulle stime di chi lo produce e commercializza.

 

L'Europarlamento dica stop al glifosato 2

 

Le risa di Monsanto nel silenzio del governo italiano

La prima azienda a ricavarne un beneficio sarebbe Monsanto: il giro d’affari annuo di questo erbicida (venduto sotto il nome di Roundup®) vale circa 5 miliardi di dollari. Inoltre, esso è legato a doppio filo alle sementi OGM che il colosso vende in tutto il mondo, chiamate Roundup Ready (pronte per il Roundup). In realtà, ne esistono circa 750 formulati, fino a 1.000 volte più tossici del solo principio attivo.

Con l’appello rivolto agli europarlamentari le 32 associazioni italiane chiedono «un impegno personale affinché il Parlamento europeo si pronunci sulla decisione finale che l’Unione Europea dovrà assumere sul glifosato, opponendosi alla possibilità che si possa procedere ad una nuova autorizzazione per altri 15 anni del diserbante, in assenza di valutazioni attendibili e coerenti relative alla sua probabile cancerogenicità».

Una volta ottenuto il via libera a livello Ue, dipenderà dalle autorità nazionali garantire o rifiutare l’autorizzazione dei pesticidi che lo contengono. Nelle scorse settimane, il gruppo aveva inviato una lettera anche ai tre Ministri italiani competenti – Maurizio Martina (Agricoltura), Beatrice Lorenzin (Salute) e Gian Luca Galletti (Ambiente) – chiedendo la messa al bando del diserbante con le stesse motivazioni. Ad oggi, non ha risposto nessuno.

Un Commento

  1. giuseppe
    Posted marzo 7, 2016 at 10:55 pm

    Siete sicuri che le 32 associazioni italiane abbiano veramente a che fare con l’agricoltura ? Io credo proprio di no, sono le solite associazioni che non hanno mai fatto nulla, incompetenti, ambientalisti a chiacchere e che campano alle spalle dei poveracci che lavorano.
    Io sono un ambientalista da sempre, non dell’ultimora, e la prima cosa che ho fatto è stata quella di continuare a custodire e coltivare, pur potendone fare tranquillamente a meno, i terreni che ho ricevuto in eredità con metodi più natualistici possibili. Il rispetto dell’ambiente la sensibilità naturalistica si ha sempre, per cui evito gli sprechi di ogni genere, sono stato un pioniere nelle energie rinnovabili, evito ogni forma di inquinamento reale, conduco una vita modesta. Ebbene, tuttavia ogni tanto uso anche il glifosate !! Ebbene sì, lo uso in maniera mirata, direi in maniera chirurgica, senza arrecare alcun danno all’ambiente. Infatti checché si dica, il glifosate è l’erbicida meno dannoso. Il problema infatti non è il glifosato, ma il metodo come si usa, l’abuso. Creare OGM resistenti al glifosato per poter usare su quelle piante il glifosato a volontà è semplicemente una follia !! Quindi quello da eliminare, da abrogare, è il principio. principio che attualmente è impiegato purtroppo per ogni cosa con altri OGM e per altri pesticidi! Se venisse vietato l’uso del glifosato, la Monsanto ha già il brevetto per erbicidi peggiori e farebbe la stessa cosa !! Di erbicidi, gli agricoltori hanno bisogno, ovviamente da usare con diligenza e solo quando strettamente necessario, quindi tolto il glifosato, si trova il sostituto, sicuramente peggiore. Volete togliere gli erbicidi agli agricoltori ??!! E poi volete pagare i prodotti agricoli a poco prezzo !!! Certamente, e siete ovviamente anche contrari allo sfruttamento dei lavoratori stagionali !! Certo, a chiacchere si può fare di tutto, che ci vuole !! Andate a lavorare la terra, andate a zappare la gramigna e poi, solo poi, avete il diritto di protestare e di chiede l’abrogazione degli erbicidi.
    saluti

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