• Articolo Milano, 27 luglio 2012
  • Un'analisi di Ernst&Young

    E&Y: le aziende puntano alla carbon neutrality

  • Attenzione ai consumi, riduzione dell’impatto ambientale e strategie green continuano a far parte delle strategie aziendali nonostante la crisi

(Rinnovabili.it) – Nonostante il calo degli investimenti sia evidente in ogni settore, l’impegno delle aziende nei confronti della carbon neutrality non accenna a diminuire. Lo confermano i dati elaborati dalla Ernst&Young che analizzando i piani di sviluppo di numerose aziende a livello globale hanno potuto confermare la tendenza costante ad investire negli interventi a favore dell’ambiente e del risparmio energetico.

Secondo le indagini, infatti, negli ultimi 10 anni un numero sempre maggiore di aziende ha investito nella gestione e nella riduzione del proprio impatto ambientale intervenendo principalmente sulla riduzione della produzione di inquinanti e sul rilascio in atmosfera di gas climalteranti.

“Su 300 aziende con fatturato superiore a 1B$, – fa sapere Ernst&Young – ben l’82% di esse ha incluso iniziative di efficientamento energetico (in grado di ridurre tali emissioni) nei propri piani di investimento. Questo dato testimonia l’impegno globale verso la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (denominata “carbon neutrality” se tale riduzione porta il bilancio complessivo delle emissioni a zero)”. Per ottenere dei buoni risultati è necessario che le aziende dapprima provvedano a quantificare il volume di inquinanti rilasciati per poi determinare le aree di intervento sulle quali agire attuando strategie di efficienza energetica. Le emissioni residue, ovvero quelle che non riescono ad essere eliminate, vengono solitamente compensate attraverso l’adesione a progetti o iniziative green.

Nonostante le normative ambientali e anti emissioni siano in continua evoluzione sono diversi gli approcci sempre validi che le società possono acquisire senza paura di sprecare energie invano. Tra queste la scelta di strategie per la compensazione delle emissioni rilasciate e l’autoproduzione di energia ottenuta dallo sfruttamento di fonti rinnovabili.

Roberto Giacomelli, responsabile Climate Change and Sustainability Services per l’Italia, spiega: “Negli anni passati la compensazione delle emissioni di CO2 è stata spesso tradotta dalle aziende in una serie di iniziative spot, slegate da un disegno unitario, quali ad esempio la compensazione delle emissioni associate a singoli eventi od iniziative. Le tendenze più recenti evidenziano invece l’implementazione, da parte delle imprese, di progetti di compensazione più ampi ed articolati, contestualizzati nella strategia di sostenibilità aziendale”.