• Articolo Anchorage, 2 luglio 2015
  • Uno studio della USGS prevede un collasso della popolazione

    Stiamo per vedere la fine degli orsi polari?

  • Anche se non fallisse l’accordo globale per il taglio delle emissioni, gli orsi polari caleranno drasticamente di numero a causa dello scioglimento dei ghiacci

Stiamo per vedere la fine degli orsi polari

 

(Rinnovabili.it) – Gli orsi polari che vivono nell’Artico rischiano un collasso della popolazione se le emissioni globali di gas serra continuano a crescere con i trend correnti. Il problema è sempre lo stesso: una accelerazione dello scioglimento dei ghiacci marini dai quali gli animali dipendono per la sopravvivenza.

Ma oggi torna in auge, con l’uscita di un nuovo studio a cura dei biologi della US Geological Survey, che suona l’allarme su un fenomeno ormai noto ma ancora sottostimato sul fronte delle contromisure. Gli scienziati hanno dimostrato che un fallimento globale nella riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici legati alla combustione di combustibili fossili porterà probabilmente ad «una notevole diminuzione» delle popolazioni di orso polare in Alaska e in tutto il resto dell’Artico. Unica eccezione, una regione del Canada settentrionale in cui il ghiaccio estivo persiste più a lungo.

 

I circa 25 mila orsi bianchi rimasti sul pianeta, animali stupendi che raggiungono altezze di 3.35 metri e possono pesare fino a 635 chili, sono abituati a utilizzare i ghiacci marini galleggianti come piattaforme tra le quali spostarsi andando a caccia di foche o per l’accoppiamento. Le lastre di ghiaccio permettono all’orso di percorrere lunghe distanze senza spendere riserve energetiche nel nuoto, attività più faticosa del passo.

Nonostante questi animali siano protetti dal 2008 dall’Endangered Species Act del governo americano, Obama ha autorizzato la Shell a ritentare dopo anni le trivellazioni in Artico, ponendo ulteriormente a rischio la sopravvivenza degli orsi polari.

 

Stiamo per vedere la fine degli orsi polari 2

 

Il team ha rivelato proprio che, tra i fattori di stress per questa specie, non c’è soltanto il riscaldamento globale: un ruolo importante lo giocano le estrazioni di petrolio e gas e la caccia, anche se hanno un minore impatto rispetto alla scomparsa del ghiaccio marino.

I biologi dell’USGS hanno utilizzato modelli aggiornati di previsione delle concentrazioni di gas  serra in una serie di scenari. Le conclusioni hanno decretato che gli orsi polari si troveranno ad affrontare le sfide più gravi nei prossimi decenni anche se il riscaldamento climatico si stabilizzasse grazie a una riduzione delle emissioni globali.

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