• Articolo Roma, 17 febbraio 2012
  • La dichiarazione rilasciata dal presidente Walter Righini

    Fiper: potature e sfalci diventano risorsa energetica

  • Grazie al sì della Camera alla modifica dell’art. 185 del Testo Unico Ambientale, i residui di potatura pubblica e privata si trasformano da rifiuto a risorsa energetica

(Rinnovabili.it) – E’ andata a buon fine la proposta della Federazione italiana produttori da fonti rinnovabili (Fiper), che nel luglio scorso chiese alla Commissione Ambiente, e all’allora ministro Stefania Prestigiacomo, di valutare la possibilità di impiegare i residui di potatura del verde pubblico e privato a fini energetici.

La Camera dei deputati ha approvato ieri la modifica dell’art. 185 del testo Unico Ambientale reinserendoli nella voce che specifica i diversi tipi di biomassa e specificando: “ivi inclusi in tal caso quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato sempreché soddisfino i requisiti di cui all’articolo 184-bis, per la produzione di energia da tale biomassa, in ogni caso”.

Soddisfatto Walter Righini, presidente Fiper: “Dopo un anno di sollecitazioni e chiarimenti presso il Ministero dell’Ambiente, accogliamo la notizia positivamente, nell’ottica di ricostruire quella filiera virtuosa di recupero delle potature del verde pubblico e privato per l’utilizzo della biomassa nelle centrali di teleriscaldamento. Ricordo che in questo modo le potature ritornano a rappresentare una voce di ricavo per le amministrazioni pubbliche e non un costo! E in questo momento di crisi, l’effetto di questo provvedimento rappresenta, da un lato, una boccata di ossigeno per le amministrazioni, dall’altro, una misura per diversificare la filiera di approvvigionamento della biomassa e valorizzare i sottoprodotti”.