• Articolo San Jose, 18 febbraio 2015
  • Le scosse sono cresciute per numero e intensità anche in zone a bassa sismicità

    Fracking e terremoti: a rischio le centrali nucleari

  • La US Geological Survey presenta una ricerca che conferma le preoccupazioni: la sismicità indotta dal fracking potrebbe causare perfino il disastro atomico

Fracking e terremoti a rischio le centrali nucleari

 

(Rinnovabili.it) – Il fracking provoca terremoti, e questo è assodato. Ma i sostenitori di questa tecnica sostengono si tratti di eventi con piccole magnitudo, massimo 3 gradi della scala Richter. Dagli Stati Uniti, però, arriva una importante smentita: le scosse provocate dalla fratturazione idraulica possono accendere la miccia di terremoti molto più intensi e distruttivi. È quello che asserisce la US Geological Survey in una ricerca condotta dal geofisico William Ersworth. Lo studio non è ancora stato pubblicato, ma Ellsworth lo ha presentato presso l’American Association for the Advancement of Science, mettendo in guardia sul fatto che la sismicità indotta dal fracking potrebbe dar vita a terremoti potenzialmente devastanti in qualsiasi momento.

Crolla così un altro appiglio per i sostenitori di questa tecnica di estrazione di idrocarburi non convenzionali, che tendono a minimizzarne l’impatto sismico facendo leva sulla bassa magnitudo delle scosse. Quello che sta succedendo in Oklahoma smentisce queste tesi, offrendo un drammatico esempio di come terremoti negli ultimi anni siano aumentati di intensità e capacità distruttiva. Secondo l’USGS, lo Stato è stato colpito da due soli moti tellurici di magnitudo superiore a 3 tra il 1978 e il 2008. Nel 2014 sono stati 145, 20 dei quali con una magnitudo maggiore di 4. Lo scorso novembre, tre eventi sismici – di cui uno di 4,2 gradi – hanno provocato crepe nei muri delle case. Una scossa di 5.7 ha colpito nel 2011 la città di Praga (Oklahoma), distruggendo 14 abitazioni.

 

Fracking e terremoti a rischio le centrali nucleari_

 

«Il tasso di terremoti in Oklahoma è aumentato del 50% a partire dall’ottobre 2013 – ha detto l’USGS – Di conseguenza è cresciuta significativamente la possibilità di un evento di magnitudo 5.5 o superiore nel centro dello Stato».

L’agenzia governativa ha anche dichiarato che le scosse «non sembrano essere causate da fluttuazioni casuali dei tassi di sismicità naturale. L’analisi suggerisce che un probabile contributo all’aumento terremoti è fornito dall’iniezione delle acque reflue in formazioni geologiche profonde».

Durante la presentazione del report è intervenuto anche Gail Atkinson, professore alla University of Western Ontario e uno dei maggiori esperti di pericolosità sismica del Canada: «La sismicità indotta complica l’equazione della pericolosità sismica – ha spiegato Atkinson – Terremoti più intensi potrebbero, in futuro, minacciare strutture come dighe e centrali nucleari costruite in zone a bassa sismicità. C’è una grave carenza di regolamenti».

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