• Articolo Parigi, 1 settembre 2017
  • Lo rivela l'AFP

    La Francia voterà contro il rinnovo dell’autorizzazione al glifosato

  • Il prossimo 4 ottobre, Parigi non appoggerà la proposta di Bruxelles che autorizzerebbe per altri 10 anni il glifosato in Europa. Manca una maggioranza qualificata tra gli stati membri

glifosato

 

Per il glifosato si annuncia un autunno caldo

 

(Rinnovabili.it) – La Francia voterà contro il rinnovo dell’autorizzazione proposta dalla Commissione Europea per il glifosato. Lo ha rivelato l’Agence France Presse citando una fonte del Ministero dell’Ecologia, guidato da Nicolas Hulot in questa legislatura. Si tratta di una presa di posizione forte: stando così le cose, infatti, non ci saranno i numeri per raggiungere una maggioranza qualificata in seno al Comitato fitosanitario permanente, che raduna gli esperti di tutti gli stati membri. E sarà impossibile dare luce verde a Bruxelles il prossimo 4 ottobre.

Nel mese di luglio, la Commissione ha proposto di rinnovare la licenza del diserbante più controverso del mondo, che scade alla fine del 2017. Già nel 2016 è mancata la maggioranza tra i 28, e l’esecutivo UE ha esteso in via eccezionale l’autorizzazione per soli 18 mesi, fino alla fine del 2017, in attesa di una nuova revisione delle agenzie europee.

La revisione è arrivata, con l’ECHA (Agenzia UE per le sostanze chimiche) che ha dichiarato la non cancerogenicità del glifosato. Proprio come aveva fatto l’EFSA (Agenzia UE per la sicurezza alimentare), ma in netto contrasto con la valutazione della IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), l’organo dell’OMS che ha invece fatto esplodere il caso nel marzo 2015, quando ha classificato il glifosato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo.

 

>> Leggi anche: la firma di Monsanto sull’autorizzazione UE al glifosato <<

 

Resta dunque accesa la battaglia in Europa sulla sicurezza del principio attivo alla base di numerosi erbicidi, in particolare del celebre RoundUp venduto dalla Monsanto. A giugno si è conclusa l’Iniziativa dei cittadini europei (ECI), promossa da numerose associazioni ambientaliste, che ha raccolto in quattro mesi oltre un milione di firme contro il glifosato. Anche se questo strumento di partecipazione diretta, previsto dalla normativa europea, non obbliga Bruxelles a fare alcunché, il braccio esecutivo dell’Unione dovrà in qualche modo dare una risposta. La fiducia di troppi cittadini e consumatori nella libertà degli scienziati che informano le politiche comunitarie è ai minimi, visto l’emergere di numerosi conflitti di interessi che hanno coinvolto le agenzie.

Ma l’industria agrochimica non molla la presa, né nel vecchio continente né oltreoceano, dal momento che la partita è delicatissima. Non è in gioco soltanto la salubrità del cibo, ma l’intero modello agricolo. Uno stop al glifosato in Europa potrebbe innescare un effetto domino a livello planetario, uno showdown che forse è già in corso dopo la pubblicazione dei Monsanto Papers. Per questo l’American Chemistry Council (ACC), consorzio americano delle imprese del settore chimico, sta facendo pressioni sulla Francia affinché tra poco più di un mese cambi il suo parere.

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